Una ricerca senza inizio e che, forse, mai avra' fine. Far cessare il duello permanente tra Ego e anima, trovando l'equilibrio tra cio' che si e' e cio' che bisogna apparire...
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Sono stato per lunghi anni, da quando ne avevo 18 fino ai 37, un "ricercatore dell'anima", incuriosito tanto dall'esoterismo quanto dalla psicologia del profondo, affascinato in particolar modo quando scoprivo in essi percorsi paralleli, ma sempre con un nocciolo scettico che mi impediva di cadere preda di facili entusiasmi. In seguito a disavventure sentimentali, lutti e momenti difficili, ho avuto la mia pausa, durata quasi 4 anni. Adesso, a poco a poco, quella sete di conoscenza, quella voglia di chiudere il cerchio, si stanno di nuovo facendo strada...

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sabato, 03 novembre 2007
Il "no" in amore
Oggi torno un po' all'antico. Chi mi conosce da più tempo, sa' che quello dell'amore e delle sue afflizioni è un tema a me caro, forse perché capisco che nulla, come l'amore, ha implicazioni così profonde nell'animo e nella mente umana. Esso investe tutte le sfere: l'emotività, l'intelligenza, la fisicità, l'ego...

disperazioneIl passato, presente e futuro spesso dipendono da un "no" in amore o, meglio, da come si reagisce ad esso.

Ho sempre trovato, a mente lucida, incredibile, quasi folle, come per molte persone sia difficile accettare un "no" in amore. E' come se sopraggiungesse un vero e proprio blackout delle facoltà intellettive: non si riesce a prendere quel "no" per quello che è, ovvero un "normale" rifiuto; non possiamo piacere a tutti in fondo, non è vero? Nessuno sarebbe solo al mondo, anzi si creerebbero conflitti parossistici: ad ogni angolo si incontrerebbero persone che si vorrebbero come partner, con buona pace del precedente!

Tutti sappiamo che l'amore, quello vero, se non è un miracolo, è comunque difficile: è tutt'altro che facile "incontrarsi". Eppure... quel "no" diventa un trauma ed un dramma. Non rappresenta solo, dicevo, un rifiuto normale, che puo' anche starci in fondo, diventa il metro di una presunta inadeguatezza, come se ci venisse detto "tu non vali niente", "tu non sei nulla". Forse si rivive in quel momento la paura dell'abbandono o del rifiuto da parte dei genitori nell'infanzia, paura che più gente di quel che si pensa ha provato: basta l'allontanamento dei genitori, magari semplicemente per motivi di lavoro, per creare nel bambino l'ansia di essere stato da essi (anche da uno solo) abbandonato, di non essere voluto. Il bimbo infatti, fino ad una certa età, non è in grado di capire che il genitore si è allontanato solo momentaneamente e che tornerà; esso puo' viverlo ogni volta come un abbandono. Pare che la reiterazione di questo "piccolo trauma" possa alla lunga diventare più dannoso di un grande, evidente, trauma.

Quale che sia la ragione scatenante, ecco allora che si inventano le più disparate supposizioni ai motivi di quel "no", perché l'idea che quella persona semplicemente non ci ama è del tutto - e incomprensibilmente - inaccettabile. Di volta in volta "non sa' amare", "ha un blocco", "ha problemi in famiglia", "c'è una terza persona", "è gay", ... Si potrebbe continuare a lungo. Quanto tempo ed energia sprecate per evitare di ammettere che siamo normali esseri umani, che possono essere amati, non amati o amati da chi magari non amiamo noi.

Eppure... quanti "no" in amore abbiamo detto noi? Magari più di quelli ricevuti. Ma non ci fermiamo quasi mai a riflettere sul perché abbiamo detto un "no": che ragione c'è? Sappiamo benissimo che semplicemente quella persona non "ci prende". Viceversa, quelli ricevuti... no, quelli devono avere qualche ragione recondita, perché noi meritiamo senz'altro di essere amati, anche da quella persona alla quale evidentemente la cosa non interessa...
Scritto da: Wolfghost alle ore 13:19 | permalink | commenti (78) | categoria: amore, no , rifiuto Grazie per i vostri (pop-up) commenti (78)

Commenti
#1    03 Novembre 2007 - 15:06
 
Ricordo ..che in passato ho sofferto moltissimo proprio per i motivi che tu hai detto (tutti lo abbiamo fatto)... ma il mio tormento più grande, non sò per gli altri, ma il mio .. non era il fatto che lui non mi volesse, ma il fatto di non avergli lasciato un pezzettino di me dentro il suo cuore, amata o no, il fatto di non aver contato assolutamente nulla.. di non avergli lasciato niente di niente... ecco, questo era più grave per me!
Ed è la stessa cosa che provo nelle amicizie, insomma, tutte le persone che io ho conosciuto, buone o cattive... amiche e meno amiche, tutte mi hanno lasciato qualcosa dentro, che ricorderò sempre con affetto... e a volte mi chiedo..
è una domanda che mi pongo spesso: "Gli avrò lasciato qualcosa di bello con cui ricordarmi??"
Spero tanto di si!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Fragolina83

#2    03 Novembre 2007 - 15:21
 
Ma vedi Fragolina, non è tanto questione di "donatore", quanto di "recettore": ci sono persone alle quali, apparentemente, nessuno lascia traccia del loro passaggio, sono come persone "d'acqua": infili una mano, la ritrai, e - a parte qualche onda di riflusso che presto scompare - tutto torna com'era prima in pochi istanti. Ci sono invece le persone per le quali ogni gesto è come un segno lasciato sulla roccia: rimane per molto tempo, forse per sempre.
Tu non devi chiederti il perché del loro comportamento, ma piuttosto il perché del tuo desiderio di "lasciare traccia di te" in persone che forse manco rivedrai più. Sembra un terrore di essere dimenticata che ricorda da un'angolazione diversa proprio la paura dell'abbandono, del "non contare proprio per chi si ama", del quale parlavo nel mio post, di... non essere stata. Ma cio' che sei o che sei stata, il tuo valore, non è funzione di cosa ricordano gli altri.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Wolfghost

#3    03 Novembre 2007 - 15:52
 
(...) Tutti sappiamo che l'amore, quello vero, se non è un miracolo, è comunque difficile: è tutt'altro che facile "incontrarsi". (...)

Questo tuo passaggio mi ha fatto venire in mente una definizione dell'amore, trovata anni fa sul net. L'amore è come un vaso Ming: difficile da trovare, difficilissimo da possedere ed estremamente facile da rompere...

La mia ricerca partiva, appunto, da un "NO" ricevuto...

Altro post molto interessante.

Ciao Wolf :-)

O.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente camosciobianco

#4    03 Novembre 2007 - 16:48
 
Bé, in realtà forse anche quel "no" faceva parte della tua ricerca :) Non credo che cio' che ci sia stato prima non lo fosse, in genere chi ha lo stimolo di "cercare", lo ha da sempre. Forse cambia solo l'oggetto della ricerca.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Wolfghost

#5    03 Novembre 2007 - 18:14
 
Bhe io mi sento fortunata,sono cresciuta con l'amore di tutti ed ancora mi sento amata.
Penso che chi riceva tanto amore ne sappia dare tanto.
io amo l'amore.
bye vany
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente romanticaperla

#6    03 Novembre 2007 - 19:28
 
IO ho detto un "NO" mosso da qualcosa di forte e indefinito dentro di me, eppure non riesco ad accettarlo completamente... ho tanta paura
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente CelineW

#7    03 Novembre 2007 - 20:48
 
Il NO.... sembra così minaccioso e spesso è solo una salvezza, un allontanarsi da chi non vuole avere a che fare con noi. A me è capitato ultimamente ma non ha intaccato niente del mio essere, ho accettato..
Ho rischiato di nuovo e stavolta sembrano esserci buoni presupposti , ma se così non fosse stato non mi sarei abbattuta ....
Preferisco un No secco ad un allontanamento silenzioso....

ps. l'altra sera la tua provenienza geografica è stata indovinata... qualcuno ha ascoltato attentamente la nostra telefonata -:)
grazie Wolf per esserci stato...come sempre del resto
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente seIvaggia

#8    03 Novembre 2007 - 20:59
 
x Vany: Sì, penso che sia così :) E non è solo discorso di "quantità" di amore, ma anche di come viene dato. Quasi tutti i genitori, ad esempio, amano i loro figli, ma non tutti lo dimostrano nella maniera giusta, facendo precedere il loro amore da spirito di possesso ed egocentrismo.
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#9    03 Novembre 2007 - 21:01
 
I no subiti nella mia vita hanno lo stesso identico significato nel mio cuore dei no che ho detto. Spesso si pensa (erroneamente a mio parere) che chi dice no stia meglio di chi lo subisce questo no. A monte c'è (e mi piace credere che lo sia anche per l'altro e non solo per me) non un capriccio ma un sentire profondo che quel rapporto non va, non può andare, lo puoi rigirare come ti pare, ma non va. Possono essere i tempi ad essere sbagliati oppure altre componenti che di fatto determinano questi benedetti NO che fanno di fatto male ad entrambi. Sottolineerei piuttosto il vittimismo reiterato di chi subisce un no come ingiustizia senza pensare minimamente di essere copartecipe di questo no. Tu scateni sempre argomenti su cui scrivere papiri ... a un certo punto bisogna fermarsi... E fermandomi posso dire che un no dovrebbe sempre avere consapevolezza da entrambe le parti, difficile raggiungere tale illuminato stato di Essere ma è l'unico modo per crescere grazie anche ai no (che siano detti o subìti), un abbraccio tesoro :)))
Elena
utente anonimo

#10    03 Novembre 2007 - 21:07
 
Tutto vero quello che dici. Il problema è che resettiamo tutto e dimentichiamo anche i nostri no. L'amore è un sentimento irrazionale....
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#11    03 Novembre 2007 - 21:26
 
Cara Celine, non ti conosco per nulla, ho letto un tuo post per la prima volta solo ieri ed oggi ho letto lo "sviluppo", ma mi sei istintivamente molto simpatica :)
Mi spiace, ovviamente, di aver azzeccato lo stato d'animo del "giorno dopo"; non sono uno stregone, sono solo uno che c'è passato personalmente e che ha conosciuto tante altre persone che ci sono passate così come stai facendo te adesso.
Il tuo dolore, la tua paura di aver fatto la scelta sbagliata, non significano necessariamente che la tua decisione sia errata. Certamente, se l'hai presa, avevi le tue buone ragioni; ciononostante, "il giorno dopo" si ha sempre paura di aver sbagliato, se si vuole bene alla persona lasciata. A meno che, certo, il rapporto non fosse così compromesso ed ai ferri da provare solo senso di liberazione, ma questo non era il tuo caso, e si capiva.

Cio' che stai provando adesso è umano, normale: hai lasciato una persona alla quale volevi bene e facendolo gli hai causato ovviamente sofferenza. Come potresti stare bene? Ma cio' è ben lungi dal costituire "prova del nove" di un possibile errore.

Certo, se fossi arrivato prima ti avrei citato la frase di Osho "Se non sapete cosa fare... non fate nulla!"; lui sosteneva che noi occidentali siamo naturalmente portati all'azione, sentiamo la "necessità impellente" di far qualcosa, la coercizione a prendere decisioni ogni volta che siamo in difficoltà. E così facendo, spesso prendiamo decisioni delle quali poi ci pentiamo. Ecco il significato della frase di Osho, che - con parole mie - suonerebbe come "aspetta di essere certo e in stato emotivo non alterato, prima di prendere decisioni importanti".

Eppure, Celine, non è detto che tu abbia sbagliato. Affatto. Anzi, probabilmente, se ci sei arrivata, la tua decisione è giusta. Diciamo solo che, se avessi aspettato di esserne sicura, ora non staresti così male, perché saresti certa di aver agito per il meglio. Non solo per te stessa, ma anche per lui. Perché nessuno, a "freddo", quando inizia a riprendere il lume della ragione, vorrebbe stare con una persona che ti dice di non amarti. Almeno avrà il tempo e la possibilità di trovare davvero chi lo amerà.

Ora non ti resta che soffrire questo "lutto", non c'è una scappatoia a questo. Certo, non arrovellartici dentro. Appena sei pronta, distraiti, esci, pensa ad altro. Non soffrire un'ora di più di quanto sia necessario. Ma non siamo macchine: quando si allontana una persona dalla propria vita, o si viene da essa allontanati, si soffre, c'è poco da fare.

Io credo che se ti renderai davvero conto di aver sbagliato, potrai provare a ricucire: è ovvio che lui sarà recalcitrante, ma almeno potrai tentare. Ma ormai, visto che lo stacco doloroso è stato operato, vale lo stesso discorso di prima: prima di provare a rimetterti assieme a lui, aspetta di capire se allontanarti è stato davvero un errore. Aspetta che le emozioni violente si siano calmate e, solo allora, interroga il tuo cuore con la fatidica domanda. Una sola domanda, una sola volta, ed una risposta che sia - per il bene di entrambi - definitiva.

Un caro abbraccio...
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#12    03 Novembre 2007 - 21:34
 
Cara Selvaggia, personalmente, come sai, non sono un "eroe dei sentimenti": anche io prima di arrendermi all'evidenza dei fatti, ho bisogno del mio tempo, in dipendenza - ovviamente - del mio voler bene alla persona dalla quale ho ricevuto il "no".
Ma alla fine è chi dice "no" che si assume la responsabilità della fine.
"È senza fede chi dice addio quando la strada si oscura", dice John Ronald Reuel Tolkien, il che nel mio modo di pensare sta' per: o sa' quel che sta' facendo ed allora è giusto anche per me - nonostante la mia sofferenza - oppure è senza "fede" in me e nel nostro rapporto, e si allontana percio' di fronte alle difficoltà piuttosto che affrontarle assieme a me.
E che futuro ci sarebbe con una persona così?
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#13    03 Novembre 2007 - 21:45
 
x Elena: certo, sono d'accordo :) Te ne accorgerai leggendo i miei "papiri" ;) nelle risposte a Celine (#11) ed a Selvaggia (#12). Se davvero si vuole bene alla persona che si lascia, in più chi lascia si assume anche la responsabilità, talvolta immensa ed ineluttabile, di quel gesto. La viva speranza, è che sappia davvero cosa sta' facendo e - qualora si accorgesse di essere in errore - che abbia il coraggio di ammettere di aver sbagliato e l'umiltà di chiedere di tornare indietro.

"E' meglio tornare indietro che perdersi nel cammino."
(Proverbio Russo)
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#14    03 Novembre 2007 - 21:52
 
Benvenuta ZuZuli :)

Meno male che è come dici tu: in amore i "no" SI DEVONO dimenticare; se si "cade", ci si deve rialzare e riprovare, cercando di farsi condizionare il meno possibile dalle disavventure passate.
Nessuno deve pagare per il male che - giusta o sbagliata che fosse la ragione che l'ha provocato - qualcun altro ci ha fatto.
Non temere: chi "vive con gli occhi aperti", le lezioni le ha sempre ben presenti nel suo cuore (ovvero nel suo subconscio), senza alcun bisogno di riportarle volutamente alla superficie della mente.
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#15    03 Novembre 2007 - 22:27
 
E che futuro ci sarebbe con una persona così?


nessuno caro amico ... nessun futuro...
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#16    03 Novembre 2007 - 23:25
 
ho detto di no tante volte...
e tante volte è capitato il contrario....
a volte ho pensato di non valere niente come persona,
ma mi sbagliavo...
con il tempo l'ho capito.....
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#17    04 Novembre 2007 - 02:30
 
Talvolta credo capiti anche di essere proprio noi la causa di quel 'no' che tanto temiamo.
A volte la paura di perdere qualcosa che ci è tanto caro, ci mette in una disposizione d'animo tale da modificare il nostro modo di essere.
Accade così che il 'no' non sia diretto a noi, ma a quella persona che diventiamo quando abbiamo paura o poca fiducia....
Il bello dell'essere umano però è che può riprendere ad essere se stesso in qualsiasi momento ed in qualsiasi circostanza: la nostra capacità di rigenerarci e di riprendere il cammino è infinita, o meglio, così mi piace pensare...
Un sorriso
:)
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#18    04 Novembre 2007 - 15:42
 
Ciao Dafnefairy, e benvenuta.
E' molto importante la tua presa di coscienza, d'altronde te stessa hai scritto che quel "no" l'hai sia ricevuto che detto. Purtroppo sono quei "no" che in molti troviamo nel corso della nostra vita, e che si deve imparare ad accettare: tu l'hai fatto :)
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#19    04 Novembre 2007 - 15:48
 
Ciao Nuvolaerrante :) Sì, è una giusta precisazione quella che fai. Cio' in genere accade proprio perché non si è riusciti a "metabolizzare" i "no" precedenti; cio' genera la paura che cio' possa ripetersi, il comportamento cambia, si diventa troppo "appiccicosi", o diffidenti, o gelosi... E' così cio' che si teme diventa tristemente realtà.
Ecco un altro motivo, forse il migliore, per cui si deve assorbire e superare i "no" del passato: per poter ricominciare serenamente il nostro presente e poter mettere le basi per un buon futuro.
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#20    04 Novembre 2007 - 16:20
 
...io sono una di quelle persone che si sta "curando" poichè la sua esistenza ...povera Me!!! è stata condizionata dal non amore ....
questo porta a non accettare, e non riuscire ad accettere l'amore che viene offerto per paura del rifiuto e si trascina l'altro in un vortice da cui l'altro fortunatamente riemerge, ma tu rimani lì, solo con te stesso a ripeterti di non essere amato vedendo in ogni no una conferma alla tua inutilità e al non poter essere amati....
non so come succeda...ma purtroppo crea dei blocchi nella crescita...anche se devo dire che come ogni cosa ha i suoi pro.

buona giornata.

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#21    04 Novembre 2007 - 16:25
 
C'è un libro che si intitola "i no che fanno crescere". In realtà è un libro di pedagogia e i "no" sarebbero parte del programma educativo per i figli.
Credo però che possano essere applicati anche all'amore e nei rapporti affettivi in genere.
Sono passata attraverso 'No' che mi hanno strappato via una parte di me, quei no dei quali non ti capaciti e cerchi una risposta che non arriverà se non dopo tempo (se arriva).
E anche ho detto 'No' quando non c'erano più i presupposti per continuare, ed è stato altrettanto doloroso, perché consapevole di essere la causa del malessere di un altro.

Nonostante tutto però i "No" mi hanno insegnato che niente è eterno: amore, amicizia, legami che sembrano indistruttibili passano, se ne vanno. Di loro resta un ricordo, una parola, o il silenzio, una sensazione, alle volte anche nulla, ma passano così come passa lo scorrere della vita.

Un abbraccio.
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#22    04 Novembre 2007 - 20:50
 
I NO fanno male, ma fanno crescere... fa male, in modo diverso sia dirlo che subirlo un NO.
Non è facile anche dire un NO, sento il peso della respondabilità...
Subirlo... fa male... ma so che passa...
Un caro saluto...
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#23    04 Novembre 2007 - 23:41
 
x rosesorthorns: eppure tu conosci il tuo problema, questo è già un notevole passo avanti. Se tu non avessi nemmeno questa consapevolezza, non saresti certamente in grado di venirne fuori. Tu devi mantenere desta l'attenzione, roses, e non appena ti rendi conto che ci stai ricadendo, devi controbilanciare i pensieri negativi, nefasti ("non mi ama neanche questo"), con altri più positivi e propositivi ("sono io che traviso, che faccio di nuovo di un sassolino una montagna"). E' chiaro che detta così, in poche righe, sembra una soluzione superficiale, eppure le moderne tecniche motivazionistiche si basano proprio su questo principio: piuttosto che annullare i pensieri negativi, che è molto difficile, meglio e più facile riequilibrarli pensando davvero in positivo.
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#24    04 Novembre 2007 - 23:48
 
Fleur, è vero: "l'uomo saggio riconosce la caducità delle cose più salde" (frase Yoga); tuttavia sarebbe sbagliato partire dal presupposto che una qualunque storia, per quanto ben avviata, sia destinata a finire. La frase, più che al fatalismo, esorta all'attenzione, a non dare niente per "scontato".
I "no" in amore possono starci purtroppo, fanno parte della vita. Cio' che importa è, come spesso accade, come si regisce ad essi: ci sono persone che non imparano mai, e continuano ad andare di rapporto in rapporto, in una eterna "coazione a ripetere"; ci sono invece le persone che, come amo dire, "vivono con gli occhi aperti" e sanno imparare da ogni evento, positivo o negativo che sia, evitando così il ripetersi seriale degli errori, ed anzi continuando a migliorare sé stesse.
Ecco, io credo che tu sia una di queste persone, anche se sono sicuro che come me, preferiresti non aver preso certe lezioni ;)
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#25    04 Novembre 2007 - 23:52
 
Ciao Daruma :) Sì, come scrivevo anche qua sopra a Fleur, i "no" fanno parte di quelle lezioni che magari fanno crescere, come qualunque altra cosa avvenga nella vita di una persona che "viva con gli occhi aperti", ma che... si vorrebbero tanto evitare ;D
Un caro saluto anche a te...
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#26    05 Novembre 2007 - 00:10
 
Wolf,

hai detto una cosa sacrosanta : "non dare nulla per scontato".
E questa frase è da meditare soprattutto quando si ha un rapporto stabile da molti anni.
La consapevolezza che può finire non deve assolutamente pregiudicare l'amore.
Io sono sempre partita senza pensare a quello.
Ma l'amore va curato, seguito, coccolato.

Mi è capitato il rifiuto, certo, e fino ad oggi sono riuscita a voltare pagina senza rancori o grandi malinconie, ma cerco di essere vigile. Ecco tutto.

Di certi "strappi" come io li ho definiti nel commento precedente ne avrei fatto a meno, ma senza quelli non sarei quello che sono oggi e non avrei quello che ho oggi (e non è poco !).

Quello che non riesco veramente a comprendere sono le persone che non si rassegnano e continuano a pensare di amare anche dopo essere state trattate malamente. C'è chi al 'No' non si rassegna, forse perché, più di qualsiasi altro sentimento, l'orgoglio ferito riesce perfino ad annebbiare la ragione.
Ho conosciuto persone così, disposte a fare le peggio pazzie ...
Sinceramente ho delle difficoltà a comprenderle.
Questo non vuol dire che in 24 ore le cose passano. Certe cose mie le ho metabolizzate in anni, ma l'ho fatto tra me e me...Non so se mi spiego.

Un abbraccio
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#27    05 Novembre 2007 - 00:23
 
ho sempre detestato i no, credo infatti che si possano dire le cose, riducendo al minimo le ferite ... io poi che sono permalosa, non posso non stare attenta a questo!!

del resto si dice
non fare agli altri ciò che ...

ed io scrupolsamente lo seguo alla lettera, bacio lu
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#28    05 Novembre 2007 - 12:25
 
Esatto Fleur. Per quanto concerne il perche' ci si intestardisce, dai un'occhiata a quanto avevo riportato in questo articolo: http://www.wolfghost.splinder.com/post/14366871/Dipendenze+Affettive+%28estratto
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#29    05 Novembre 2007 - 12:27
 
Ciao Lu! :) E' anche vero che un "no" rimane pur sempre un "no", comunque lo si colorisca. Certo, il tatto e' importante, ma purtroppo talvolta i "no" si devono dire e sapere accettare...
Ricambio il bacio :)
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#30    05 Novembre 2007 - 14:03
 
Bello sto post (come tutti i tuoi del resto) ancora una volta grazie per gli spunti di riflessione che ci dai (io al massimo posso ricambiare con qualche sorriso...va a vedere il mio post di oggi...:-))
Qualche settimana fa un mio amico mi diceva "io non ho problemi a dire che sono intelligente. L'intelligenza è solo una delle qualità umana ma troppo sopravvalutata, io sono intelligente, un altro avrà gli occhi scuri...."
E così è per il tuo no in amore, uno dei tanti che possiamo prendere, non vanno sopravvalutati troppo....
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#31    05 Novembre 2007 - 14:36
 
Vorrei rispondere a FleurDeProvence quando scrive "Quello che non riesco veramente a comprendere sono le persone che non si rassegnano e continuano a pensare di amare anche dopo essere state trattate malamente."
Eccomi, sono una di quelle! Mi sono fatta trattare male, ho accettato dei comportamenti che razionalmente, ma non emotivamente, capivo essere sbagliati, mi ha detto dei no, ma poi dei si, mi ha lasciata e ripresa e io lì ad aspettare un suo minimo cenno per sentirmi viva... ecco qui spiegato il motivo, la dipendenza affettiva, la paura dell'abbandono, non sempre si è forti a tal punto da riuscire ad eleborare i propri dolori tra sè e sè, non sempre si è in grado di dirli i NO invece di subirli...meglio qualcuno che ti dice dei no e che ti fa sentire viva, che qualcuno che non ti vede proprio..
Ancora oggi a 2 mesi dall'ultimo definitivo suo NO so che il mio cuore lo rivorrebbe ancora! La differenza sta nella ragione, per fortuna stavolta funziona meglio, per fortuna ancora, stavolta so che non tornerà mai più.
grazie a Wolf..
PS: ma di dove sei?
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#32    05 Novembre 2007 - 14:47
 
x Lidia: Sono d'accordo con il tuo amico: l'intelligenza "classica", quella del Q.I. per intenderci, puo' al massimo essere di aiuto per problemi "logici" (il che' e' tutt'altro che poco, eh!) ma nella vita lascia spesso il tempo che trova.
Te lo dice uno che e' stato socio del Mensa, l'organismo internazionale che ha solo soci con Q.I. superiore al 98% della media nazionale.
Cio' che conta davvero, e' casomai la cosiddetta "intelligenza emotiva": quella si' e' importante e ti aiuta a gestire ed affrontare le situazioni della vita.
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#33    05 Novembre 2007 - 15:05
 
x occhicheridono: c'e' un bellissimo libro di uno psicologo purtroppo recentemente scomparso, intitolato "Riti e Miti della Seduzione" che racconta che in molti rapporti si creano le figure del Dominato e del Dominante. Il Dominato e' colui (o colei) che, rendendosi conto che il rapporto non va' e spesso che non e' corrisposto, sogna e progetta di porre fine al rapporto, di distaccarsi definitivamente, ma... non ha mai la forza di farlo. Secondo Carotenuto (e' l'autore) e' solo il Dominante che puo' porre davvero fine al rapporto, spesso con grande fortuna anche del dominato.
Personalmente credo che il cuore sia meno "flessibile" della mente, ha bisogno di piu' tempo per "accettare" i cambiamenti talora molto sgraditi, ma la mente puo' pazientemente aiutarla, ricordandogli, ogni volta che serve, che il rapporto e' finito, che evidentemente e' giusto cosi' e che accettare la "liberazione" - per quanto doloroso sia - rappresenta l'inizio della rinascita.
Col tempo, anche il piu' ostinato dei cuori, se supportato amorevolmente ma fermamente dalla mente, si "arrende" o, meglio, si "ravvede".

P.S.: Ma il "di dove sei?" a chi era rivolto? Io sono della Superba, comunque. Ovvero Genova :)
Lanterna
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#34    05 Novembre 2007 - 15:38
 
già...prima o poi dovrai dedicare un post a Goleman e all'intelligenza emotiva.
Tempo fa, dopo la fine di una storia il mio problema fu proprio questo, capire perchè una persona indubbiamente così intelligente e piena di belle qualità aveva gestito così disatrosamente la nostra relazione. Un mio amico mi ha fatto leggere Goleman e ho capito: pur essendo un intelligente "classico" come dici tu era del tutto privo di capacità di saper gestire le emozioni: troppo preso all'inizio, troppo pauroso davanti alla prima difficoltà.
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#35    05 Novembre 2007 - 15:58
 
grazie per il consiglio del libro e per le belle parole da te riassunte...
è vero è il dominante che ha deciso ed è vero che staremo meglio tutti e due...
per tornare a discorsi meno aluici.... di Genova ho visto solo lo stadio, nel 1999 al concerto di Bruce Springsteen:-)) peccato, meritava una visita più appropriata:-)
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#36    05 Novembre 2007 - 16:04
 
x Lidia: pensa che diversi psicologi hanno tacciato Goleman e la sua "intelligenza emotiva" di "stupide"; in realta' e' chiaro che il termine e' "letteralmente" errato, parlare di "intelligenza emotiva" e' senz'altro inesatto, ma Goleman ha semplicemente voluto creare un termine "accessibile" per indicare la capacita' di gestire i propri stati emotivi.
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#37    05 Novembre 2007 - 16:08
 
x occhicheridono (tra l'altro un bel nick ;)): Be', io credo proprio di si': quando si arriva a certi punti, e' evidente che lo stacco e' la cosa migliore per entrambi anche se - soprattutto per chi lo subisce - occorre tempo, talvolta anche molto, prima di riuscire a rendersende conto. Hai letto anche l'estratto dell'articolo sulla dipendenza che ho riportato qua sopra poco tempo fa'?
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#38    05 Novembre 2007 - 16:15
 
Cara occhicheridono,

quello che provi tu l'ho provato anche io in passato. So bene quando si è molto innamorati cosa vuol dire un no che diventa un 'ni' e poi si riapre una porta e...
Ho vissuto questo "prendi e posa" dove io ero la persona da prendere e posare (e l'ho lasciato anche fare), ma è un'angolazione diversa da quello che dicevo io.
E proprio perché ti capisco non mi permetterei di giudicare il tuo sentimento. E poi comunque giudicare è molto opinabile.

Ti faccio un esempio di quello che volevo dire io.
Una persona che conosco è stata lasciata con un NO definitivo dal partner, con tutte le spiegazioni del caso, ecc. Un No che non è mai diventato un NI, perché la controparte non è mai tornata sulle proprie posizioni, quindi il tema è un po' diverso dalla tua situazione (che, ripeto, conosco).
Ora succede che chi è rifiutato non se ne dà una ragione e la persona in questione è arrivata a fare cose che io non tollererei.
Tipo: seguire, controllare, spiare, verificare dov'è, con chi è, ecc.
Di questi elementi in giro ce ne sono, e tanti.
Io posso capire che l'orgoglio ferito sia una bestia che mangia i visceri difficile da tenere a bada, ma non arriverei al punto di fare appostamenti, inseguimenti, ecc. perché ritengo questo poco dignitoso.
Voglio specificare che è una mia opinione personale, tuttavia mi permetto di osservare che non mi pare un comportamento lecito.
E non penso che sia più una prerogativa maschile, avendo io conosciuto 2 persone di sesso opposto che sono scivolate in questa ... chiamiamola ...anomalia.

Per ciò che riguarda te, posso solo dirti di resistere, di cercare nel silenzio e nella solitudine interiore la forza per non aver più a che fare con una persona che sta gratificando il proprio ego giocando con te come il gatto col topo.

Ma sono anche convinta che nessun consiglio esterno serve per poter metabolizzare gli avvenimenti della vita.
Perciò le mie opinioni prendile solo come le parole dette da una sconosciuta che, come te, cerca di vivere come può, accettando anche fragilità e tristezze se servono a farci fare un passetto in più.

Ti saluto e saluto anche Wolf.
Un sorriso.
Fleur


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#39    05 Novembre 2007 - 16:18
 
Perfetto Fleur... Condivido al 100%...
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#40    05 Novembre 2007 - 17:33
 
(...)Tu non devi chiederti il perché del loro comportamento, ma piuttosto il perché del tuo desiderio di "lasciare traccia di te" in persone che forse manco rivedrai più. Sembra un terrore di essere dimenticata che ricorda da un'angolazione diversa proprio la paura dell'abbandono, del "non contare proprio per chi si ama",(...)

esattamente, forse non completamente, o forse sono io a non rendermi conto...ma...per me è quasi come essere morti.. non sò spiegarlo.., quando qualcuno ti ricorda con affetto tu lo percepisci, almeno... io si, ma quando nessuno ti ricorda... è come essere morti!
Il punto è che io sono convinta di una cosa... nel mondo ci sono tante persone, queste persone di fondo sono solo una! Quindi, ogni persona da sola, completamente dimenticata... è quasi un essere fine a se stesso che non fà parte del tutto, perchè il tutto lo ha dimenticato... perchè?... io non voglio essere fine a me stessa... e credo fortemente a quel detto famoso che nessun uomo è un'isola.... da soli si è soli e basta, e dimenticati si è nulla e basta... come quei vecchietti solitari seduti nelle loro poltrone vecchie ad aspettare qualcuno che gli faccia un sorriso prima che volino via!
Ma forse sono solo giorni tristi.. e domani la penserò diversamente da oggi, d'altra parte, sono fondamentalmente schizzofrenica!
:-D baci..
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#41    05 Novembre 2007 - 17:42
 
Capisco :) Diciamo pero' che un'isola appartiene... al suo arcipelago? Prendi un'isola caraibica, che ci starebbe a fare in un arcipelago del mare del nord? Non avrebbe niente in comune con le altre isole, anzi il loro "freddo" la ucciderebbe lentamente...
Molto meglio per quell'isola, trovare un arcipelago di isole affini o con le quali per lo meno ci sia sintonia ;)

Quello che descrivi tu l'ho provato anche io, ma solo verso persone alle quali ovviamente volevo bene. Cio' succede perche' e' difficile accettare di "non essere niente" o "non essere stato niente" per queste persone. Ma:
1) di solito non e' cosi'; siamo stati e siamo certamente qualcosa, solo che queste persone sono troppo perse nel loro presente per ricordarsi "consciamente" di noi... eppure noi siamo senz'altro in loro, non temere;
2) anche nei casi nei quali sia cosi'... be', vuol dire che semplicemente eravamo troppo distanti, e quella distanza che si percepisce deve essere presa come prova del nove che, in fondo, e' stato giusto cosi'...
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#42    05 Novembre 2007 - 17:49
 
:-)
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#43    05 Novembre 2007 - 21:06
 
Chissà perché ho sempre pensato che sia più difficile dire no che riceverlo. Credo che l'amore, comunque, non dipenda né da un no - né da un si - né da un forse... l'Amore esiste comunque. Forse riesce ad accettare un "no" chi non lo considera un "non devi amarmi" o chi non ama.
L'amore c'é... e non è detto che debba esistere per forza in un solo modo. Ma questo dipende da chi lo vive e da chi lo guarda.
Fa male ricevere un no, sempre. Ma fa peggio sentirsi costretti a dover cessare forzatamente qualcosa fa parte di noi.
La sento e la vivo così :o)
Quanti no? Tanti. tanti. Tanti.

Un abbraccio :o*
Chiara
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#44    05 Novembre 2007 - 23:24
 
Bé, Chiara, credo che sia per i sensi di colpa; sostanzialmente dipende da come sei stata cresciuta: se sei stata abituata a temere di deludere le aspettative degli altri, ti sarà certamente più difficile dire un "no" piuttosto che riceverlo; dire un "no" significa assumersi la responsabilità anche della delusione altrui. E puo' essere tutt'altro che facile.
Certo, l'amore c'è anche se non è corrisposto, ma sono fermamente convinto che un amore "sano" non sta' "lì" anche quando viene rifiutato; certo, non è immediato, ma prima o poi si spegne. Puo' rimanere affetto, certo, anche "amore in senso lato", ma l'amore vero non dura se non viene ricambiato. E' facile che allora sia dipendenza affettiva, per il fatto di non voler rinunciare a qualcosa sul quale si è "investito" un pezzo di cuore.
Ciao Chiara e benvenuta sul mio blog :)
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#45    06 Novembre 2007 - 00:02
 
Concordo in pieno con quello che hai scritto...Il problema è che secondo me spesso capita di innamorarsi non della persona di per sè, ma dell'idea che ce ne facciamo..E a quel punto diventa impossibile accettare un no.
D'altro canto, spezzo una piccola lancia a favore dei rifiutati(che in fondo c'entra poco col discorso ma che mi va di dire lo stesso :P): c'è comunque modo e modo di dire le cose, ed è chiaro che un rifiuto civile e magari ragionato è + più facilmente digeribile di un rifiuto "guerresco"...
Essere presi a malo modo dalla persona che si ama perchè le si è detto di amarla è la cosa più squallida che riesco a immaginare :(
Ps: stasera mi esprimo come un libro senza pagine, quindi non far caso alla logica dei concetti eh xD
ciao :)
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#46    06 Novembre 2007 - 01:51
 
Veramente ti sei espressa benissimo :)
Credo che l'innamoramento sia sempre diretto sia verso il "reale" che verso "l'aspettato", anche perché ci vuole tempo per conoscere a fondo chi hai davanti. Ecco perché talvolta, a posteriori, non ci sembra che quella persona sia la stessa della quale ci eravamo innamorati.

Il tuo discorso sul tatto non fa' una grinza; purtroppo credo sia più un misto di ignoranza e superficialità, piuttosto che di vera perfidia...

Buonanotte e... vedo che sei sempre più attaccata alla tua cara Finlandia! ;D
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#47    06 Novembre 2007 - 09:58
 
Ho paura dei NO, non di quelli che hanno detto a me però, ma di quelli che hanno detto ad un bambino. Per 6 anni ha vissuto in un istituto e quei NO prima o poi torneranno come fantasmi nel buio... Spero di esserci in quei momenti, e di esserci nel modo giusto, anche se non so quale sia.
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#48    06 Novembre 2007 - 13:15
 
Ho letto che sei maestra di scuola elementare :) Ti fa' onore preoccuparti e avere a cuore il futuro di uno di quei bambini. Lo so', senz'altro te la ritieni un'attenzione normale e scontata, ma non lo e', credimi.
Gia' il fatto che per lui ci sei e' importante. Il tuo contributo a superare quei no e' estremamente importante anch'esso e, al di la' dei risultati che otterrai, non dovrai mai dimenticartelo.
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#49    06 Novembre 2007 - 17:19
 
Il rifiuto fa parte della vita Spesso non lo si può evitare, perché ognuno è libero di decidere con chi stare. Può accadere, però, che il rifiuto venga considerato come un fallimento personale. Essere respinti è doloroso e può lasciare amarezza e delusione. Molti rifiuti sono provocati da eccessive aspettative o da comportamenti poco chiari.
Se siamo noi a rifiutare non ci creiamo , i solito, troppi problemi; ma se siamo noi ad essere rifiutati il discorso cambia.

Siamo così presi da noi stessi da non ammettere che a qualcuno/a possiamo non andare a genio. Ci sembra impossibile. Ma come? Noi così belli, intelligenti, fascinosi siamo rifiutati? Quello/a non capisce niente!!

E invece dovremmo accettare il rifiuto e chiederci "perchè?" senza che esso incida più di tanto nel nostro percorso.
Un'aòtra cosa: Non è vero, come diceva una tua commentatrice che chi è stato molto amato saprà amare tanto. Ci sono nel corso della vita esperienze che ti portano a cambiare. Ed inoltre bisogna vedere a quale tipo di amore ci si riferisce. Tutto viene passato per amore, anche un semplice e fuggevole "incontro":)) e lì difficilmente si avrà un rifiuto!!

ciao

dora
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#50    06 Novembre 2007 - 18:44
 
Si', Dora, e senza nemmeno insistere tanto sui "perche'" giacche' di solito il motivo e' che l'altro, semplicemente, non ci ama.
Amo ricordare una scena tratta dal film "Il Genio ribelle", nel quale Robin Williams diceva a Matt Damon, il quale non si dava pace per una relazione fallita, che "Non importa quanto tu sia perfetto o quanto lei sia perfetta, importa quanto siete perfetti insieme". E' lecito naturalmente cercare di capire se c'e' qualcosa in noi che possiamo correggere, ma perderci in troppi processi alla persona che ci ha rifiutati o a noi stessi per esserlo stati, non e' di alcuna utilita', anzi e' una perdita di tempo ed energia preziosi.

Per quanto riguarda il fatto che chi viene amato tanto riuscira' ad amare altrettanto, diciamo che la cosa e' semplicemente una probabilita', non e' scontata. Essere stati amati, da bambini ad esempio, da' senz'altro possibilita' in piu' di "incorrere" in un buon amore futuro, perche' si sara' piu' liberi da ricerche di compensanzione per quell'amore e quelle attenzioni che sono mancate in tenera eta'.
Ma certamente la "maggiore probabilita'" non e' certezza...
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#51    06 Novembre 2007 - 20:46
 
Mi sento molto vicina al commento di soloChiara.
Buona serata :)
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#52    06 Novembre 2007 - 23:32
 
Hai letto attentamente :) Mi sarebbe piaciuto anche sapere cosa ne pensi della mia "risposta" al suo commento :)
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#53    07 Novembre 2007 - 00:07
 
è che, credo, molte volte si è convinti di provare, di offrire, di 'vantare' amore per qualcuno. ma è spesso solo desiderio di essere accettati, amati. si pretende da un altro d sé per mettere alla prova la propria 'amabilità'.
ma quanto si ama davvero? incondizionatamente davvero?
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#54    07 Novembre 2007 - 01:20
 
Bé, l'amore puro è senz'altro molto raro, è vero. Tuttavia due persone possono crescere la "purezza" del loro amore assieme, c'è quasi sempre almeno un pizzico di ego, di spirito di possesso... Se aspettiamo di essere perfetti, allora è probabile che non ameremo mai.
Il problema è che spesso quel "pizzico" non è solo un pizzico...
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#55    07 Novembre 2007 - 15:03
 
Rispondo a Fleur e a Wolf, naturalmente!!
grazie per la spiegazione, in effetti mi ha chiarito quanto avevi scritto prima:-)
condivido pienamente il fatto che andare ad "inseguire" in senso metaforico e non, l'altro che ci lascia con un NO secco, fa solo male alla nostra autostima. NOn ti nego che l'istinto di farlo ce l'ho avuto anche io in alcuni momenti e non l'ho fatto perchè ero certa che la mia autostima sarebbe stata cancellata e perchè avrei dato ulteriore nutrimento al suo ego, e questo proprio non potevo permetterglielo.
La solitudine è l'unica soluzione, per quanto tutti intorno a te ti ripetono le stesse giustissime e identiche cose, finchè non passa il tempo necessario per elaborare il lutto, tutto ci sembra giusto ma continuiamo a stare male, a desiderare ancora colui che ci ha fatto stare tanto male, ma che a modo suo diceva di amarci.
questi giorni sono un po' bui...mi vengono in mente tanti bei momenti passati insieme che vorrei ricordare sì, ma senza soffrire. SO che prima o poi la luce si vedrà, ma per ora devo sentirmi tutta la sofferenza!

grazie a voi che mi leggete, che mi capite e che, chissà dove siete, mi state vicino!
baci
Viv
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#56    07 Novembre 2007 - 15:35
 
Be', gia' il fatto di "non inseguire" quando hai l'istinto di farlo, e' segno di carattere e forza d'animo.

Scrivo spesso che in certi momenti non si puo' fare altro che resistere aggrappati a quella vocina che ci dice che non sara' cosi' per sempre; sono sicuro che anche te, non appena interrompi un attimo il flusso concitato di pensieri che spesso attraversa chi e' in una fase come la tua, puoi sentirla.

Poi, non appena ti sentirai abbastanza forte per farlo, dovrai uscire dal tuo "rifugio" e tornare alla vita. Perche' il rimanere o meno ancorati al passati, spesso diviene, in un secondo tempo, frutto di una scelta consapevole, determinata dal senso di colpa (ingiusto) per "eliminare" dai propri pensieri una persona che abbiamo amato e che forse amiamo ancora.
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#57    09 Novembre 2007 - 07:42
 
Sai bel lupacchiotto, di post quest'anno ne ho letti davvero molti, ma il tuo è quello che, per come sono io adesso, ho apprezzato di più.
Un forte abbraccio di Luce.
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#58    09 Novembre 2007 - 11:45
 
Be', se ti e' stato o ti e' utile, ne sono davvero contento :)

Ricambio l'abbraccio...
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#59    12 Novembre 2007 - 14:21
 
Caro Wolfghost,

in proposito ti dico che per mia esperienza personale che un "no" secco e deciso in determinate circostanze non mi avrebbe fatto altro che bene. Ma non sempre nella realtà le cose sono così nette e chiare. Non tutti sanno o vogliono parlare a chiare lettere dei loro sentimenti. A volte poi, essi non sono così chiari e con contorni definiti neanche per noi stessi.Può capitare di dovere perdere una persona prima di rendersi conto quanto sia stata preziosa per noi. Questo per dirti: almeno per me se è no, è no. Non ho mai pensato di dovere essere amata da tutti. E so benissimo che l'incontro fra due persone ha del miracoloso. Già, "che ci vuole a trovare quell'unica persona in mezzo a tante che fa battere il tuo cuore"? E' capitato anche a me di doverci rinunciare perchè comunque l'altra persone ha deciso anche per me. Non era forse vero amore? Eppure ho accettato di buon grado. A volte però mi sono illusa anche per il comportamento ambiguo di alcune persone...Per la loro incapacità a guardarsi veramente dentro, oppure perchè cercando qualcos'altro hanno incontrato invece qualcosa di autentico. Mi è successo in pochi casi di amare e dunque prima di gettare definitivamente la spugna, cercavo di farmi dire quel "no", di cui tu parli a chiare lettere, chiaramente sempre con rispetto e discrezione. Ma non non l'ho mai sentito pronunciare...E pensare che mi avrebbe aiutato molto a ricominciare...Lands
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#60    12 Novembre 2007 - 15:34
 
Eh, cara Lands... e' vero, eppure, alla fine... c'e' differenza se uno non vuole o non puo' farlo? Se non esprime il "no" perche' e' "omertoso di natura" - per sufficienza e comodita' - oppure perche' ha avuto un'infanzia difficile e proprio non ci riesce... fa' davvero differenza?
Ci sono "no" che sono molto chiari anche quando non vengono espressi; cosiccome, chi vede l'altro allontarsi - perche' magari ha creduto di percepire un "no" - e tiene ad esso, certamente non lo lascia andare.

Questo per dire che, se e' senz'altro vero che la "conigliaggine" e' un male dei nostri tempi, cio' non giustifica che dobbiamo aggregarci ad esso...
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#61    15 Novembre 2007 - 16:10
 
io ho detto molti no, e questo mi ha fatto capire ed accettare di buon grado i no che mi sono stati detti...fortunatamente meno!!
non è colpa mia se non amo qualcuno, semplicemente il mio cuore non lo riconosce e non batte alla sua vista e per quanto impegno io possa o voglia metterci, mai succederà...
e perchè meravigliarmi o accanirmi se ciò accade ad un altro essere umano ma nei miei cinfronti??
non è colpa sua e non ci sono dei motivi tangibili, reali o superabili...
perchè come spesso ci si innamora di un essere senza che ce ne sia un apparente motivo, così non ci possono essere motivi che ci possano indurre ad amare...
ACCADE e basta...è la famosa scintilla che innesca reazioni chimiche INCONTROLLABILI!!!
che bello anche solo parlarne...
è questo che mi frega...
cerco di razionalizzare il tutto...ma ne sono irrimediabilmente e perdutamente affascinata...
un bacio al lupo

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#62    15 Novembre 2007 - 17:21
 
Be', se non si rimane affascinati da un argomento come l'amore... da cos'altro si puo' rimanere affascinati? :)
Le tue parole non fanno una grinza, seguono una ferrea logica, difficile da controbattere con altra argomentazione :) Purtroppo, si sa', sono razionalizzazioni, discorsi, che e' possibile "percepire" davvero dentro se' stessi solo a "palla ferma", ad emozioni placate. Prima, nei momenti in cui l'emotivita' ed i sentimenti corrono, sono come foglie - bellissime magari - ma in completa balia del vento delle emozioni...

Ricambio il bacio...
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#63    29 Novembre 2007 - 17:08
 
caro wolf, questo post si collega molto a mio avviso con quello sulle dipendenze affettive.
il no in amore scatena a volte un istinto a "inseguire" quella persona che ci ha rifiutato...ci fa pensare che noi possiamo modificarlo e trasformarlo in un sì, che in fondo tutto dipende da NOI. C'è questo credere di essere onnipotenti, di poter fare qualsiasi cosa...
però la relazione è fatta da due persone...
per me la cosa più difficile da accettare è essere dimenticata, non aver lasciato traccia...
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#64    29 Novembre 2007 - 17:37
 
Si', Pallyna, sono d'accordo, credo tu abbia colto il punto d'unione tra i due post. Piu' che il "credere di essere onnipotenti", e' il terrore di essere respinti o di non essere nessuno proprio per la persona che piu' si vorrebbe, a "costringerci" ad inseguirla. E cio' - e qui ci ricolleghiamo all'altro post - avviene probabilmente a causa della inconscia identificazione tra quella persona e quella che, in un passato probabilmente ormai lontano, ci creo' per prima quella ferita insanata che cerchiamo ancora adesso di chiudere ottenendo finalmente l'amore proprio da chi non e' interessato, o non e' capace, a darcelo... Esattamente come accadde quella lontana prima volta...
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#65    29 Novembre 2007 - 20:27
 
La paura del "no" altro non è che la paura dell'infelicità!

Ci hanno convinti che a questo mondo non c'è abbastanza felicità per tutti e che essendo un bene "raro" bisogna fare a cazzotti per averne una fetta.

Non avremmo paura del "no" se invece di credere alla baggianata della felicità come bene "raro"...imparassimo a considerare noi stessi parte di un tutto abbondante che generosamente non aspetta altro che elargire benessere per tutti.

Non scarseggia la felicità...al contrario è copiosa e alla portata di tutti.

Ellora perché siamo così infelici? Semplice, perché non riusciamo a crederci.
E perché non ci riusciamo?
Perché qualcuno lavora per convincerci che non c'è abbastanza felicità per tutti.
Perché lo fanno? Per poter derubare anche la nostra porzione di felicità...ingordi come sono.

Bel blog, davvero!
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#66    29 Novembre 2007 - 22:47
 
Grazie Rosa (o Tiziana? %-)). E benvenuta :)
Scommetto che hai appena letto un libro New Age... Se non l'hai fatto, bé... scrivine uno tu, perché dici proprio cosa trovi scritto in quei libri ;)

Sono certamente d'accordo che il timore del "no" nasce anche dal fatto di temere che riceverlo sarà la nostra fine, che se non ci accetta proprio quella persona rimarremo soli per sempre e, quindi, che la felicità ci sarà infine preclusa :)
Anche se non credo sia l'unico motivo. Credo anzi che la parte più grande di tale paura, sia inconscia, derivante per lo più dalla paura dell'abbandono che molti di noi si portano dietro fin da bambini.

Interessante il tuo ultimo paragrafo ... preferisco interpretare in questo modo: non è che qualcuno cerchi di soffiarci la nostra parte di felicità, ma piuttosto che cerchi di sviarci, a scopo di lucro e potere, da cio' che davvero potrebbe renderci felici. A scopo consumistico o di potere, ti viene fatto credere che sarai felice solo se possiede l'auto X, se usi il bagnoschiuma Y, se esci col tale che veste Z o con la tizia che lascia la scia di profumo K.
E, naturalmente, se hai un bel gruzzolo in banca.
Lo scopo è chiaro: controllo e guadagno.
Il fatto che poi, inseguendo cio' che non ti porterà alla felicità, finirai per essere infelice e frustrato... è fatto secondario :)

Attenzione: io non demonizzo la nostra società, ha tanti difetti ma è meglio di tante altre; piuttosto critico le scelte di alcune persone che ne fanno parte e che cercano di sfruttarla.
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#67    29 Novembre 2007 - 23:06
 
Arghhhh
Odio la NewAge! :-)

Quello che intendevo dire è che molto spesso il messaggio che ci viene lanciato e: "NON possiamo essere tutti felici a questo mondo. Soffrire è normale. Solo a pochi è concessa la felicità...solo pochissimi diventano ricchi al punto da poter essere felici!"

Ecco...questo messaggio entra nelle orecchie e negli occhi e nelle narici di tutti noi!

Chi lo manda? Ma coloro che vogliono arricchirsi prendendosi tutto.

Dai dati statistici (ufficialmente riconosciuti anche dai paesi più ricchi!)...il 90% della polazione mondiale dispone del 10% delle risorse totali del pianeta.

Questo significa che il 10% degli uomini della Terra consuma il 90% delle ricchezze disponibili.

Mi pare ovvio che questo 10% di sfruttatori debba convincere tutti gli altri che la felicità NON esiste no?
Convincerli è essenziale per continuare a depredarli!

Poi...la felicità non coincide con la ricchezza materiale (dubito che quel 10% sia fatto di uomini davvero felici !)...ma se hai lo stomaco vuoto difficilmente sorridi.

Per questi motivi, dunque, fin da piccoli ci vendono la grande BUGIA che la felicità non esiste!
Non esiste a tavola, non esiste a letto, non esiste in amore, non esiste di giorno, non esiste di notte.

Vabbè...quanto tempo ancora vogliamo continuare a credere a questo 10% di impostori?
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#68    29 Novembre 2007 - 23:12
 
Esatto, con parole differenti ma stiamo dicendo la stessa cosa :)
Non è che quel 10% dice che la felicità non esiste, ma che per averla devi perseguire le cose che dicevo e, così facendo, rendere principalmente ricchi loro :) Ma come dimostrano i suicidi e le depressioni tra i ricchi... i soldi davvero non bastano.
Diciamo che in questo tipo di società, è difficile essere felici se i soldi non ci sono, ma non è necessario essere ricchi per perseguire la felicità :)
E comunque... forse più che il denaro, fa' la sete di potere...
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#69    13 Aprile 2008 - 23:56
 
sono no che hanno un'eco profanda, che vanno a toccare corde profonde... non sono facili! betta
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#70    14 Aprile 2008 - 00:25
 
No, Betta, hai ragione: non sono facili. Sicuramente un no, detto da una persona che amiamo o alla quale vogliamo bene, può colpirci profondamente. Certamente non si può cancellare con un colpo di spugna, come se niente fosse, ma ammettere, sapere accettare il semplice fatto che nessuno - nessuno - piace a tutti, nemmeno noi, è il primo passo per re-inquadrare correttamente quel "no" smettendo di percepirlo come come indicatore del nostro valore.
Ciao e... benvenuta sul mio blog :)
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#71    27 Maggio 2008 - 18:47
 
..inutile dire che in ogni tipo di rapporto di qualsiasi genero esso sia la materia prima debba necessariamente essere la reciprocità!!! già amare è difficile, trovare la persona giusta un'impresa...figuriamoci sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d'onda ed essere "reciproci"!!! sai perchè secondo il mio modesto parere non accettiamo facilmente un "no" in amore??? perchè quando amiamo pazzamente una persona siamo in balia del suo giudizio, di ciò che pensa di noi...spesso nasce una dipendenza nei suoi confronti, per cui ci comportiamo, ci vestiamo, facciamo cose in modo tale per non deluderla, per piacerle ancora di più...temiamo molto il suo pensiero...e un "no", come descrivi giustamente tu è un non accettarci vivendolo in maniera negativa...un non valere niente e per di più di fronte alla persona che più amiamo...
ciao e buona serata,
Alessia
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#72    29 Maggio 2008 - 14:03
 
be..questo è un argomento scottante....; ho letto quasi tutti i commenti; mi sono trovato in una situazione del genere.nel mio caso la situazione era molto delicata per entrambi e non potevo perciò rammaricarmene molto.; ma la cosa che mi preme dire è che in lei trovavo finalmente una maestra...una guida...che andava oltre ogni ricerca mia ..;era talmente semplice quello che provavo per lei che non lo si poteva analizzare, peerchè rifdotto all'essenziale non più scindibile in parti più piccole ...ma ormai..un ricordo...
utente anonimo

#73    30 Maggio 2008 - 01:26
 
x l'utente anonimo (Ultrainternet): leggendo il tuo commento ho allargato le braccia, come a dire "così è" :) E infatti così è: l'amore non va a meriti e nemmeno a bisogni, per quanto noi possiamo amare una persone e possa esserci uno "stato costruttivo" tra noi e lei, non è detto che lei ci ami.
O viceversa, naturalmente.
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#74    30 Maggio 2008 - 01:30
 
x Alessia: non mi ero accorto del tuo commento! Certo, la ragione può solo lenire la sofferenza tramite la logica ferrea dei fatti. Ma come tutti sappiamo, perché il dolore passi, ci vuole comunque del tempo. Possiamo accelerarlo, non eliminarlo con un colpo di bacchetta magica :)
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#75    21 Giugno 2008 - 09:51
 
Ciao...per caso ho visitato il tuo blog e ne sono rimasta affascinata. ti leggerò ogni volta che mi sentirò sola e avrò voglia di specchiarmi in ciò che tu scrivi. Ho una domanda per te: Perchè essere consapevole di tutto (o quasi tutto, per fortuna!) non è sufficiente a farmi superare i miei limiti? talvolta mi occupo di me come se fossi un'altra persona (la parte intellettiva che si prende cura di quella emotiva), ma non mi pare sia una soluzione. Forse ciò che non mi è congeniale è semplicemente vivere senza dover necessariamente mentalizzare tutto, come se tutto il mio essere si esaurisse nell'essere mente.
utente anonimo

#76    21 Giugno 2008 - 10:59
 
Ciao :) Grazie per le belle parole e, naturalmente, benvenuta :)

Scrivi poche righe ma sono sufficienti a capire che sei una persona che ha un profondo percorso alle spalle, un percorso nel quale hai tentato di capire, capirti, e prendere per mano te stessa.

Poniamo che al posto tuo ci sia un'altra persona. Cerchi di aiutarla, credendo di aver individuato i suoi problemi le dai i consigli che ti sembrano più adeguati per risolvere la sua situazione. Eppure, come è capitato a molte persone che cercano onestamente di dare una mano, non sempre vieni seguita. Non è vero? :)
Tu, e molti come te, questa cosa la fai con te stessa: ti poni da osservatore esterno, da guida "al di fuori"... ma "te stessa" non sempre ti ascolta, esattamente come farebbe un'altra persona.

Il punto è che tu parli a quella persona (che sia interna od esterna a te) da un punto di vista logico, razionale, "che non fa una piega" se vogliamo, ma che non tiene conto di cosa davvero "muove" quella persona.

Immagino tu abbia letto anche il mio post più recente, quello sull'importanza dell'obiettivo. Ebbene, tutti sappiamo che dovremmo puntare alla salute, al benessere psico-fisico, e conosciamo le strade che in linea di massima dovremmo seguire per arrivarci: una sana alimentazione, attività fisica, igiene "mentale" (ovvero scegliere accuratamente le informazioni con le quali nutriamo il nostro cervello), concentrazione sul lavoro o su cosa fare per ottenerlo e migliorarlo, una buona vita sociale con allargamento delle conoscenze soprattutto in settori che magari già ci interessano a priori, un occhio perfino alla nostra parte spirituale, quella che ogni tanto ci ricorda di prenderci semplicemente un po' di tempo per la nostra interiorità, e che spesso non ascoltiamo.
Io credo che queste cose le sappiamo quasi tutti, almeno quelli che si sono fermati anche solo un attimo a porsi certe domande. Ma pochi, davvero pochi, riescono a seguirle completamente. E perché? Eppure è qualcosa che sappiamo ci porterebbe allo stato di benessere che tanto agogniamo!

Dentro di noi non c'è un essere razionale. C'è un'entità composta da decine e decine di spinte emotive inconsce che spesso hanno davvero poco di razionale. Ci portiamo dietro i retaggi di anni di "storia personale", di cultura, di frustrazioni, di condizionamenti, ma anche di istinti primordiali, basici, che raramente ascoltiamo.
Pensa a che casino abbiamo dentro! :D
E allora non è così strano che se diciamo "Bene, adesso devi fare questo", tra A, B, C... Z (le nostre spinte inconsce), ce ne sarà qualcuno che applaudirà, altre che scenderanno in piazza a protestare, altre ancora che faranno orecchie da mercante e tireranno dritte per la loro strada.

Non è così che funziona.

Per creare la passione che metterà d'accordo tutte o quasi queste parti, che vincerà l'inerzia mentale creatasi negli anni, ci vuole qualcosa di veramente forte, di "appetitoso", non una parola, una frase, ma un'immagine, un "video mentale" con suoni, colori, profumi, sensazioni, rappresentante qualcosa che - sì!!! - sarebbe fantastico da raggiungere :))))

Solo queste cose fanno muovere davvero: la grande paura e il grande desiderio. Ma mentre la paura può farci compiere grandi azioni "puntuali", azioni che compaiono nei momenti di difficoltà per poi spegnersi, il sogno può farci muovere con continuità.

Non è questo che succede quando ci innamoriamo, ad esempio? Un desiderio immenso ci spinge verso l'obiettivo e improvvisamente tutte le nostre parti si trovano d'accordo, la pletora di obiettivucci che fungono da "ammazzatempo" si dissolve e improvvisamente ciò che davvero vogliamo ci appare chiaro.
Ecco, il desiderio ci ha mosso. E allo stesso modo dell'innamoramento, esso può fare lo stesso per altre cose. Ma dobbiamo coinvolgere la nostra parte emotiva, altrimenti sarà come leggere un libro, bello, interessante, ma che quando arrivi in fondo chiudi e riponi in libreria dicendoti "sì, è stata proprio una bella lettura!".

Si narra che nell'antichità un grande oratore e un filosofo, contemporanei e concittadini, calcassero le stesse piazze.
Il primo conosceva l'arte della dialettica, il secondo conosceva l'animo umano.
Quando il primo finiva i suoi comizi, la gente si incamminava verso casa dicendosi "Bravo! Che belle parole! E' stato proprio un bel discorso!".
Quando finiva il secondo, la gente si guardava e diceva "Bene, diamoci da fare!".
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#77    21 Giugno 2008 - 18:17
 
Grazie per le tue parole. Intanto ho pianto...non pensavo che fosse così bello che qualcuno ti parlasse così! (È la prima volta che comunico attraverso il web). Mi nutrirò delle tue parole per qualche giorno...ci sentiamo presto.
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#78    21 Giugno 2008 - 19:56
 
Caspita, mi spiace che tu abbia scoperto solo ora come può essere bello ricevere attenzione da altre persone :) Spero e credo che ti riferisca al web, e... non mi stupisce in fondo: molte persone sono diffidenti riguardo a Internet... e fanno bene! :D Certamente bisogna stare attenti ma senza arrivare ad un eccesso di timore che ti impedisca uno scambio che può essere davvero utile. Può esserlo per te, lo è stato per me a suo tempo, può esserlo per chiunque :)
A presto allora :)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Wolfghost

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