

nemmeno esistita nella realtà - di nome Ermete Trismegisto ("Hermes il tre volte grande", poiché padrone dei segreti sapienziali che coinvolgevano corpo, mente e spirito) che, mentre la tradizione toccava varie civiltà, fu di volta in volta egizio, greco (il nome "Ermete Trismegisto" gli venne assegnato qua), arabo, romano, influenzando anche la Qabbalah ebraica. In pratica ogni civiltà occidentale e mediorientale ebbe un Dio o comunque una figura sapienziale che rappresentava Ermete.
Di fatto la materia, noi, saremmo solo la "precipitazione" dello Spirito, dell'Energia", in "agglomerati pesanti", ma sempre da essa costituita. Ecco perciò il reale tentativo dell'Alchimia, ripresa e studiata perfino da Jung per la sua psicologia - intrisa, soprattutto negli ultimi anni della sua vita, di spiritualità - di ripulire la materia dai suoi elementi pesanti (il "piombo alchemico") per ritrovarne lo spirito puro (lo "oro alchemico"), e infine portarlo - stavolta consapevolmente - sul piano materiale, ottenendo la "immortalità" (dell'anima o del corpo? Qualcuno sostiene che qualche alchimista si rese fisicamente immortale, forse è troppo
ma l'influenza della mente sul corpo è sempre più riconosciuta...). 
