


SOMALIA: LA RAGAZZA LAPIDATA A MORTE AVEVA 13 ANNI, RIVELA AMNESTY
UNO stadio di calcio in Afghanistan. Gente sulle gradinate, una folla che grida e inneggia. A chi, verso cosa? Non c'è una partita in programma, non ce ne sono mai qui. Non si vede bene: le immagini oscillano, tremano, si offuscano e a tratti si ciecano. Eppure d'improvviso si fa chiaro, troppo chiaro quello che sta per accadere: tre donne col burqa, la veste che copre e nasconde interamente le afghane, entrano sul campo a bordo di un camioncino. Un uomo armato, col turbante, ne strattona una giù, la fa inginocchiare al limite dell'area di rigore. Si vede di nuovo pochissimo, forse la donna gira il busto, come a guardare cos'è quella cosa fredda puntata alla nuca. Nessuna cerimonia, parte un colpo. Davanti a lei, sulla traiettoria di tiro, si alza una nuvoletta di polvere provocata dal proiettile che le ha attraversato la testa. La donna muore e si accascia. La folla esulta, si piega e si arcua per catturare una migliore visione della scena: il corpo della donna è in terra, il burqa azzurro si tinge velocemente di rosso sangue.
LO STERMINIO Più di 100 mila curdi uccisi con il gas nervino e i veleni Atto d' accusa II, lo sterminio dei curdi. Il raìs ne ha fatti uccidere, tra il 1987 e il 1988, non meno di centomila e deportati altre migliaia. Dovevano essere puniti per il loro irredentismo, perché collaboravano con l' Iran, perché rappresentavano una spina nel fianco in una regione ricca d' acqua e petrolio. L' esercito ha cancellato i loro villaggi, distrutto i pozzi, avvelenato i campi. Non c' è un curdo che possa dimenticare una parola: anfal. E' un termine che autorizza il saccheggio dei beni degli infedeli, usato dal potere per battezzare la campagna anti-curda. Saddam ha utilizzato l' intero arsenale a sua disposizione ed ha impiegato i separatisti come cavie per un' arma terribile: il gas nervino. Ad Halabja sono stati gasati 5 mila civili inermi, un' operazione gestita dal cugino del dittatore, Alì Hassan Al Majid. Da quel giorno sarà conosciuto come «il chimico». Human Rights Watch riporta un commento agghiacciante del criminale: «Li ucciderò tutti con le armi chimiche. Chi dirà qualcosa? La comunità internazionale? Che vadano a farsi fottere».
Il massacro di Srebrenica fu un genocidio e crimine di guerra, consistito nel massacro di migliaia di musulmani bosniaci nel luglio 1995 da parte delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladić nella zona protetta di Srebrenica che si trovava al momento sotto la tutela delle Nazioni Unite.
Congo, lo spettro di un nuovo genocidio
Potrei purtroppo andare avanti per ore e ore, per pagine e pagine. Potrei riparlarle dei genocidi commessi dal nazismo e che se in America avesse vinto il non-interventismo, forse sarebbero stati portati a compimento. Potremmo parlare dei campi di concentramento in Siberia, di cosa successe agli armeni e... a tanti, troppi altri. Ieri come oggi.
