

Un ricco mercante si recò un giorno dal Buddha.

Se adesso trovate le icone per il social-networking (credo si dica così...
) e i commenti pop-up assieme a quelli permalink, è merito suo! 
Ehm... ragazziiii! Svegliaaaaa!!! Uff... vabbé, ti ringrazio io anche per loro! 











La serata si stava per concludere. Armando era soddisfatto: aveva riscosso il solito successo con le ragazze e visto il rispetto negli occhi dei ragazzi. D’altronde era molto conosciuto, non solo in quella discoteca, ma in tutti i locali che frequentava e nel quartiere dove abitava. Certamente per aspetto atletico e per modi di fare, era uno che non passava inosservato: era brillante, e sapeva di esserlo. Poco importava se qualcuno ne parlasse come del classico bullo di quartiere, era sicuramente solo invidia.
Stasera voglio riprendere un post di quest'estate di Nico24, che in qualche modo vedo come "erede" di Anneheche (eheheh non ti offendere, cara Ale, ognuno di noi ti augura una "vita Splinderiana" lunga e felice! eheheh
). Come sempre "userò" questo post per affrontare uno specifico tema...
Per un attimo
By Nico24
Blog: Occhi limpidi
Sara scende le scale in fretta e raggiunge la cassetta della posta: sta aspettando un pacco importante ed è impaziente di vedere se è arrivato, finalmente. E’ una bella ragazza, esile quanto basta per definirla delicata, con lunghi capelli biondi e due splendidi occhi neri. Indossa soltanto dei pantaloncini corti sportivi e una canotta, per combattere il caldo soffocante di quest’agosto afoso.
Armeggia per un secondo con le chiavi per aprire la cassetta delle lettere: il libro che stava aspettando, con sua somma delusione, non è ancora arrivato. Ci sono alcune buste però: con uno sbuffo le raccoglie e corre al piano di sopra, per prepararsi un caffè e aprire la posta.
Nel suo appartamento c’è fresco e l’odore del caffè che invade la casa è piuttosto piacevole: si accomoda su uno sgabello in cucina e incomincia a controllare quali nuove le sono giunte oggi. Bollette, la pubblicità di una palestra, l’estratto conto dalla banca e infine una lettera, bianca, senza francobollo e mittente: SARA è scritto sulla busta in stampato, ma lei non riesce a riconoscere la calligrafia.
Per quasi un minuto rimane perplessa, con la lettera a mezz’aria in una mano e la tazza di caffè nell’altra: teme di sapere da chi arriva e il cuore le batte più forte. Prende un respiro profondo, e la apre. Il foglio è scritto fittamente, la calligrafia è ordinata, ma chiaramente nervosa. In alcuni punti l’inchiostro è rovinato da grandi gocce, che subito le paiono il risultato di un pianto sconsolato.
“Per qualche giorno ci ho creduto. Forse per settimane. Credevo di poter aspettare, anche molti mesi. Forse lo ritenevo romantico, all’inizio.
La cosa che ora ha reso tutto questo intollerabile e che mi confonde, è il non capire se facciamo dei passi in avanti. Siamo fermi? O qualcosa è cambiato? Questo mi fa impazzire.
E poi non riesco ad impedire che il tuo fantasma si insinui nella mia testa, in ogni momento: quando sono a fare la spesa, quando guardo un film, o al lavoro. Quando ascolto la nostra musica preferita. Anche questo mi fa impazzire.
Non ho ovviamente gli elementi per capire quale sia la tua posizione: magari hai semplicemente paura, o non te ne frega un cazzo. Che cosa ne so io? Sei talmente contraddittoria.
E dato che la mia situazione sta prendendo una piega pericolosa ho deciso di lasciare andare: in fin dei conti non so nemmeno che nome dare a questa cosa, che certo non è una vera relazione.
Io ti amo, questo è sicuro, e come si può non amarti? Sei talmente speciale, e delicata, e bella, e... mi fermo, altrimenti non mi basterebbe tutto il tempo del mondo, per descrivere quale straordinaria creatura su sia.
E io ho un po’ di fretta: voglio liberarmi di questo fardello.
Lo sai che potrebbe non succedere nulla se facessimo un balzello in avanti? Potrebbe essere un grandioso ed incredibile fallimento (e fa paura, vero?), o la cosa più straordinaria mai sperimentata prima da due persone: le emozioni potrebbero essere intense quanto l'esplosione di una supernova e travolgerci burrascose come il mare in tempesta.
Ma per quanto io speri e tenti, tu sei ferma, e noi non ci muoviamo.
Io corteggio, lo sai. Sempre. Mi faccio anche malissimo. Alcune volte ho preso dei due di picche spaventosi. Altre volte qualche stronza si è approfittata della mia fragilità e si è soltanto divertita con me, per poi buttarmi via come uno straccio vecchio. Questo mi ha ferito, mi ha reso più diffidente, ma tu hai tolto tutti i pezzi della mia corazza, uno ad uno, con poche dolci parole, che ho udito per caso.
E così, mi rivedo: eccomi che pianto in asso tutto e tutti per correre da te, eccomi che ti aspetto anche se tu non arrivi mai, eccomi che ti chiedo il numero di telefono e che ti invito a cena in un bel ristorante; eccomi infine che ti dico parole che raramente sono uscite dalla mia bocca, mentre tu mi fissi silenziosa.
E poi rivedo te: sei raggiante mentre sfogli quell’introvabile copia di una prima edizione italiana de “Il signore degli anelli”, che ti ho regalato per il tuo compleanno; e sei triste quando capisci che mi stai dando troppa corda, senza essere sicura di quel che fai, perché sai che con quella corda finirò per impiccarmi. Questa è la mia vita negli ultimi mesi: correrti appresso come un cucciolo, senza mai poter veramente giocare con te.
Tu rimani lontana e inafferrabile: non mi farai mai entrare nel tuo mondo, vero?
Se almeno non fossi bella.
Ci ho pensato a lungo: tu non immagini quanto sia stato difficile per me. E sto già soffrendo all'idea di non poterti più parlare e sentire. Ma vorrei un gesto, un cenno, una speranza, che non siano soltanto un'illusione, frutto del desiderio di essere amato; e so che non li avrò. Almeno non abbastanza presto; e in ogni caso, a che prezzo? Non mangio, dormo poco, e aspetto che il telefono suoni. Ho persino incominciato a fumare di nuovo, dopo tutta la fatica fatta per smettere.
Perderò anche la tua amicizia in questo modo, lo so. E questo mi addolora talmente tanto che se ci penso mi impedisce di respirare.
Potrò forse osservare da lontano, e sapere, tramite qualcuno che ci è amico, se troverai finalmente la tranquillità e l'amore che meriti. E se sarai felice, perché alla fine è questo che mi importa.
Sai qual è il mio più grande rammarico? Sarei voluto essere la tua armatura di mithril (perdonami il paragone un po’ infantile): avrei usato il mio corpo e la mia anima per proteggerti da tutto il male del mondo. Avrei usato la mia magia per difenderti dal dolore e cancellare le tue sofferenze.
Qualcuno mi ha detto che elfi ed incantesimi sono buoni solo per i romanzi fantasy, ma io credo che la magia invece esista, anche in questo mondo, e che gli elfi camminino tra di noi, così come le Bianche Dame.
Addio, Sara.
Sì, so che sembra strano, ma credo davvero che chi capisca che sta riponendo male il suo amore ed è in grado di lasciare perciò "andare", anche se con enorme sofferenza e sforzo, dimostri di essere una persona di grande equilibrio. 
Altrimenti perderebbe credibilità.


) e in molti lo avrete gia' letto: chi vuole puo' saltare direttamente al mio sottostante commento...
Poi arrivò la ragazza con la valigia colorata.
Ovvero i motivi dell'omosessualità. 
, ovvero che tutto sommato la spiegazione "l'amore non conosce confini" potrebbe bastarci e avanzarci - vi lascio con la domanda: la spiegazione data da Bailey e soci (al di la’ dello specifico esempio degli albatros), vi sembra verosimile? 
Nella sequenza fotografica riportata in questo post, si vede il dramma di una rondine che si accorge della morte del compagno e lo "piange" disperata (almeno e' questa l'interpretazione piu' immediata che siamo tentati di dare alla scena).
nascere in me una ridda di pensieri; alcuni sono ovvi, come il fatto che ancora oggi molte persone, in preda a delirio di superiorita' della specie, affermino che solo gli esseri umani sono capaci di sentimenti e affetti reali, mentre quelli delle altre specie animali sarebbero solo riflessi istintivi (ma non e' che sara' cosi' anche per noi, piuttosto?
cos'e' un affetto? E cosa un riflesso istintivo?); altri pensieri forse sono meno scontati, come la ciclicita' della vita "nel suo complesso" che pure rimane unica e irripetibile per il singolo.
Come scrivevo qualche post fa', la Natura, per fare il suo percorso evolutivo, necessita del ciclo di nascita e morte delle creature, perche' altrimenti le specie non potrebbero evolversi. Questo, a ben vedere, vale davvero per tutto e per tutti, nel piccolo come nel grande, in una sorta di universale democrazia.
Eppure, a parte il senso nel quadro complessivo dell'evoluzione, per ognuna delle creature la vita non si ripete: e' unica, come la nascita, la morte e ogni singola azione e avvenimento che accade nel mezzo.
, pazienza se non saro' originale 

“Un’altra settimana è andata!” pensò M. rientrando in casa dalla spesa del sabato mattina, la mente ancora alla settimana lavorativa appena conclusa. Era una donna molto stimata in paese, la chiamavano tutti “dottoressa”, d’altronde era davvero l’unica laureata di quel piccolo paese.