


) parlando dell’esilio imposto dai cinesi ebbe una volta a dire che “i cinesi ci hanno “invitato” a portare la nostra parola nel mondo” 
Stasera vi lascio una semplice storiella buddista, breve ma... importante!

E chi dice che è facile? Nessuna intuizione del genere lo è, sembra banale, scontata... forse proprio per questo di solito ci sfugge... 

Purtroppo Splinder fa ancora le bizze, soprattutto con i miei blog che "puntano" alle versioni wolfghost.it e adottauncucciolo.net: qualcosa non va e spesso i blog non compaiono. Bisogna allora riprovare a "ricaricare" più volte e... sperare!
In più, mi sono state segnalate anche difficoltà a mettere commenti, probabilmente dovute al medesimo problema...
Potrei tornare alle versioni .Splinder.com, ma poi dovrei rifare tutto da capo, perciò... vediamo come va domani 
Per il weekend vi lascio con questo racconto della tradizione buddista nel quale si parla dell'impossibilità di esprimere (completamente almeno) la realtà attraverso le parole che, per quanto belle siano, possono dare solo visioni limitate.
Peccato che spesso... solo quelle abbiamo! E va già bene che qualcuno le ha inventate!
D'altronde dico spesso che gli scritti hanno il compito di "far venire voglia di...", ma poi bisogna approfondire, per proprio conto, nella propria realtà. Vivere ciò che si legge è l'unico modo per farlo davvero nostro. 
Buon weekend a tutti!
- Kasyapa -
Nella sequenza fotografica riportata in questo post, si vede il dramma di una rondine che si accorge della morte del compagno e lo "piange" disperata (almeno e' questa l'interpretazione piu' immediata che siamo tentati di dare alla scena).
nascere in me una ridda di pensieri; alcuni sono ovvi, come il fatto che ancora oggi molte persone, in preda a delirio di superiorita' della specie, affermino che solo gli esseri umani sono capaci di sentimenti e affetti reali, mentre quelli delle altre specie animali sarebbero solo riflessi istintivi (ma non e' che sara' cosi' anche per noi, piuttosto?
cos'e' un affetto? E cosa un riflesso istintivo?); altri pensieri forse sono meno scontati, come la ciclicita' della vita "nel suo complesso" che pure rimane unica e irripetibile per il singolo.
Come scrivevo qualche post fa', la Natura, per fare il suo percorso evolutivo, necessita del ciclo di nascita e morte delle creature, perche' altrimenti le specie non potrebbero evolversi. Questo, a ben vedere, vale davvero per tutto e per tutti, nel piccolo come nel grande, in una sorta di universale democrazia.
Eppure, a parte il senso nel quadro complessivo dell'evoluzione, per ognuna delle creature la vita non si ripete: e' unica, come la nascita, la morte e ogni singola azione e avvenimento che accade nel mezzo.
Il sogno perfetto di solito è un'idea, non un nome. Solitamente non sbagliamo il modo di sognare: ci mettiamo passione, ci mettiamo immaginazione, costanza, impegno. Ci dicono che se davvero vogliamo qualcosa con tutto noi stessi, alla fine la otterremo. Ma non sempre è così, non è vero?
In cosa sbagliamo allora?
Rimasi molto stupito di ciò, ma in fondo segue la stessa logica: la mente, che è molto plastica, risponde agli stimoli che riceve, che siano reali o immaginari, predisponendosi a cogliere ogni segnale, a far nascere le giuste intuizioni, affinché quell'obbiettivo sia raggiunto. 

- la stessa coniglietta?
Pare un assurdo, 
Nemmeno l'aldilà "aiuta": il concetto di aldilà definitivo, alla fine del ciclo (molto lungo eh!!
) di morti e rinascite, che hanno questi insegnamenti, non suona così apprezzabile per noi: raggiungiamo il Nirvana, cioé... il nulla
o, al massimo, l'annullamento totale del nostro "io" con "l'annegamento" nell'Uno primordiale (che insomma... non suona poi come una grande consolazione, visto che la nostra personalità, la nostra "coscienza", non c'è più, e allora... chi ci sarebbe a godere di questa riunione con "Dio"?). La leggenda dice che il Buddha "storico", quello realmente vissuto, non rispose mai alle domande che riguardavano la vita dopo la morte: che esistesse o meno, era per lui ininfluente, dato che era la "liberazione totale" quella a cui mirava, non un'eventuale rinascita. Le preoccupazioni dei suoi fedeli al riguardo dell'eventuale sopravvivenza dell'anima o rinascita del corpo, erano solo... distrazioni da evitare 
, o almeno quello cristiano dove non solo l'Io risorge, ma perfino il corpo fisico.