Una ricerca senza inizio e che, forse, mai avra' fine. Far cessare il duello permanente tra Ego e anima, trovando l'equilibrio tra cio' che si e' e cio' che bisogna apparire...
Chi Sono
Utente: Wolfghost
Sono stato per lunghi anni, da quando ne avevo 18 fino ai 37, un "ricercatore dell'anima", incuriosito tanto dall'esoterismo quanto dalla psicologia del profondo, affascinato in particolar modo quando scoprivo in essi percorsi paralleli, ma sempre con un nocciolo scettico che mi impediva di cadere preda di facili entusiasmi. In seguito a disavventure sentimentali, lutti e momenti difficili, ho avuto la mia pausa, durata quasi 4 anni. Adesso, a poco a poco, quella sete di conoscenza, quella voglia di chiudere il cerchio, si stanno di nuovo facendo strada...

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mercoledì, 04 novembre 2009
Cavalcare le sfide - tratto da un saggio di Ralph Marston
Ho già pubblicato in passato scritti di Ralph Marston, generalmente tradotti e adattati dall'amico Rodolfo di Maggio (che adesso non sento da parecchio in verità). Stasera vi voglio proporre questo, a me piace molto, trovo che possa essere applicato ad ogni campo della vita...

Ah! Quello in foto è il mio Julius!




Julius finestra
CAVALCARE LE SFIDE
(adattato da un saggio di Ralph Marston)


La vita spesso ti presenta delle sfide difficili e, nel farlo, ti pone di fronte a delle scelte. Puoi scegliere di accettare le sfide, per difficili e complesse che possano essere, o puoi scegliere di evitarle, allontanandotene.
Se ti allontani dalle sfide, cerchi di nasconderti da loro, o se le ignori, queste non fanno che crescere in difficolta' e complessita'. Se davvero stai cercando la strada piu' facile per uscirne, la cosa piu' semplice da fare e' di affrontare le sfide il piu' presto possibile.
Sebbene il coraggio all'inizio sembri la scelta piu' difficile e impegnativa, a lungo termine e' la scelta piu' facile da seguire. Avere il coraggio di guardare con onesta' alle sfide e di affrontarle ora, quando sono ancora gestibili, ti risparmiera' dall'esserne sopraffatto nel futuro. Fare cio' che e' necessario fare quando serve che sia fatto puo' certamente essere compito difficile e sgradevole. Mancare di farlo, comunque, sara' mille volte peggio. Quando fronteggi le sfide subito, le puoi affrontare sul tuo terreno di gioco, alle condizioni da te scelte. Se le postponi a piu' tardi, ogni giorno di ritardo limitera' le tue opzioni ed indebolira' la tua posizione.
Il coraggio di prendere ora l'iniziativa non e' in realta' che niente piu' del buonsenso ordinario, illuminato da una prospettiva straordinaria. Elevati sopra il momento attuale, guarda la situazione a lungo termine, e troverai il coraggio di affrontare le sfide piu' impegnative.



Il procrastinare è una delle malattie
più comuni e più mortali
e il suo effetto nefasto sul successo
e sulla felicità è molto grande.

(Wayne W.Dyer)

Un giorno la paura bussò alla porta,
il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.

(King Martin Luther)


Julius tiragraffi
Scritto da: Wolfghost alle ore 00:01 | permalink | commenti (85) | categoria: vita, paura, coraggio, sfida, procrastinare, julius, ralph marston Grazie per i vostri (pop-up) commenti (85)
mercoledì, 29 aprile 2009
La rotta del viaggio della nostra vita
Tempesta sul mare di Galilea - RembrandtA volte, lungo questo viaggio che chiamiamo vita, ci lamentiamo che il punto dove siamo e quello dove sembriamo essere diretti, non ci piace. Ci lamentiamo di aver dovuto cambiare rotta a causa delle tempeste, dei venti sfavorevoli, dei pirati cattivi, degli ammutinamenti del nostro stesso equipaggio. Eppure qualcosa dentro di noi bussa per uscire allo scoperto, una verita' scomoda che tentiamo di tenere nascosta, la voce che ci dice che e' vero che le condizioni sfavorevoli capitano e non si possono evitare ma... che siamo soprattutto noi a non essere stati capaci di manovrare il timone della nostra nave, lasciandola in balia degli eventi o di persone che, in nostra assenza, sono state ben felici di manovrare, a loro vantaggio, quel timone al posto nostro...
Non e' un invito a piangere sul latte versato. Piuttosto ad arrivare alla comprensione che la nostra vita sarebbe oggi diversa se solo avessim
o avuto il coraggio e la costanza di assumercene la responsabilita' e la guida, anziche' lasciarla al fato ed alla volonta' altrui, e, soprattutto, che come oggi avrebbe potuto essere diverso, cosi' potra' essere diverso domani, se ora, proprio da adesso, decidessimo di metterci al timone e a non lasciarlo piu'.
Il fatto che fino ad oggi abbiamo avuto un comportamento che non ci ha portato dove vorremmo essere, non deve giustificarci a perseverare nell'errore.

C'e' di peggio che piangere sul latte versato: continuare a versarlo.

latte-versato
Scritto da: Wolfghost alle ore 00:19 | permalink | commenti (104) | categoria: vita, futuro, comportamento, coraggio, verità, responsabilità, costanza, comprensione Grazie per i vostri (pop-up) commenti (104)
mercoledì, 31 dicembre 2008
Si può fare - Lodi alla Guardia Forestale e messaggio di buon 2009
Eccoci! A "blog unificati" (e non solo ) voglio darvi il mio augurio di buon 2009 riportando una buon notizia che ormai già avrete sentito...



La Forestale sequestra allevamento-lager di cani

canile lager RavennaDenutriti, lasciati al freddo, nel fango e in condizioni igieniche precarie: in questo stato venivano tenuti oltre 250 cani di razza Pointer in un allevamento di Osteria, in provincia di Ravenna, sequestrato dagli uomini del Nucleo investigativo per i reati in danno agli animali (Nirda) del Corpo forestale dello Stato a seguito di controlli.

I cani, fa sapere il Nirda in una nota, "erano detenuti in parte nell'allevamento vero e proprio e in parte presso una struttura adiacente all'abitazione del proprietario", peraltro già denunciato in passato per maltrattamento di animali. In particolare, nel giardino adiacente all'abitazione del titolare dell'allevamento "il personale della Forestale ha trovato, oltre ai cani detenuti in condizioni precarie, anche numerose carcasse di animali, uccelli vivi usati illegalmente come prede per l'addestramento alla caccia, nonché, tra escrementi e pezzi di carne putrescente, alcuni gatti selvatici, cioè appartenenti a specie in via di estinzione e quindi protetti dalla Convenzione di Washington".

Il Nirda ha disposto il sequestro preventivo della struttura e dei cani, che "verranno affidati a strutture specializzate, mentre i gatti saranno portati in centri di accoglienza per animali selvatici".

29 dicembre 2008



Questo intervento della Guardia Forestale, primo nel suo genere in Italia, è arrivato in seguito alle continue denunce ricevute sul trattamento terribile a cui questi animali erano sottoposti.
Un grande grazie, dunque, alla Guardia Forestale, a tutti coloro che hanno avuto il coraggio e il cuore di sporgere denuncia e a chi, semplicemente, ha fatto conoscere e divulgato con ogni mezzo, internet incluso, questa assurda situazione.

Si può fare, cari amici, non pensiamo di essere troppo piccoli per poter contare qualcosa! Una voce da sola non arriva al vertice, ma può coinvolgere un'altra voce, che coinvolgerà altre voci e così via. E la voce di un popolo non potrà non essere ascoltata.

Questo è il mio messaggio per il nuovo anno: che ognuno di noi possa convincersi che anche il suo apporto, per quanto piccolo possa essere, contribuisce a creare una nuova coscienza civile, una società nella quale sia più normale aiutare il povero che cade, anziché far finta di non vedere, alzare la voce per proteggere una donna, un debole, un animale che venga minacciato, invece di girare la testa "di là" per timore di essere coinvolto, a denunciare misfatti e crimini vicini e lontani, piuttosto che pensare di essere troppo piccolo per poter fare qualcosa.

Tutte le grandi rivoluzioni, spirituali e materiali, non partono mai da "chi sa", ma da chi ha il coraggio di parlare.
Davvero si può fare!




Si può fare

di Angelo Branduardi


Si può fare, si può fare, si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare puoi correre, volare.
Puoi cantare, puoi gridare , puoi vendere, comprare
puoi rubare, regalare , puoi piangere, ballare.

Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
puoi volere, puoi lottare , fermarti e rinunciare.
Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
si può crescere, cambiare , continuare a navigare.

Si può fare, si può fare , si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare . partire, ritornare.
Puoi tradire, conquistare , puoi dire poi negare
puoi giocare, lavorare , odiare, poi amare.

Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
puoi volere, puoi lottare , fermarti e rinunciare.
Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
si può crescere, cambiare , continuare a navigare.


Si può fare, si può fare , si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare , mangiare, digiunare.
Puoi dormire, puoi soffrire , puoi ridere, sognare
puoi cadere, puoi sbagliare , e poi ricominciare.

Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
puoi volere, puoi lottare , fermarti e rinunciare.
Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
si può crescere, cambiare , continuare a navigare.


Si può fare, si può fare , puoi vendere, comprare
puoi partire, ritornare , E poi ricominciare.
si può fare, si può fare puoi correre, volare.
si può piangere, ballare, continuare a navigare.

Si può fare, si può fare si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare puoi chiedere, trovare.
Insegnare, raccontare puoi fingere, mentire,
poi distruggere, incendiare e ancora riprovare.


BUON 2009!
Wolfghost
Scritto da: Wolfghost alle ore 01:52 | permalink | commenti (85) | categoria: cuore, animali, auguri, coscienza civile, coraggio, denuncia, animalisti, si può fare, 2009, guardia forestale, canile lager Grazie per i vostri (pop-up) commenti (85)
mercoledì, 03 dicembre 2008
Lettera a una persona forte... che non sa di esserlo
Stasera voglio riportare qua la lettera in risposta ad una persona forte... ma che probabilmente non si rende conto di esserlo. Il suo racconto, che ovviamente ometto, mi ha toccato perché è il racconto di una persona che è passata tra mille difficoltà, le ha superate, e adesso chiede solo di andare "oltre", lasciandosele alle spalle.

Credo che anche se non se ne rende conto, è lei a poter essere di esempio per tante persone tra di noi che si sono lasciate atterrare, spesso troppo presto, dalle difficoltà della vita.




Ciao T. :)

Grazie di avermi scritto, credo tu mi abbia raccontato cose molto personali delle quali, sono certo, non parli spesso. E' vero: certamente una parte l'ha avuta il fatto di sapere che sono "un esterno", qualcuno che non ti conosce, con il quale perciò puoi confidarti liberamente, ma... lo prendo anche come segno di stima :)

Molti di noi hanno avuto una vita difficile, è vero, ma la tua è stata davvero drammatica: onestamente credo tu abbia fatto quanto nelle tue possibilità, fare di meglio sarebbe stato oggettivamente molto, molto difficile.

Adesso... capisci quanto sia privo di senso chiedermi "dove sbaglio?", vero? :) Tu non hai sbagliato nulla, anzi ammiro il tuo spirito di reazione, uno spirito che ti ha fatto sopravvivere alle difficoltà. Molti al posto tuo si sarebbero arresi allo sconforto, alla sfiducia non solo nelle persone (e credimi, ti capirei), ma perfino nei confronti della vita stessa. Ma tu sei rimasta in piedi e continui a cercare quella felicità, o almeno quella serenità, che non hai mai avuto.

Da questo devi ripartire, dal riconoscere la tua forza, il tuo coraggio, dal prendere coscienza che è stata proprio quella insoddisfazione che senti, a impedirti di lasciarti andare, essa è la tua anima che ti sta dicendo che tu non sei fatta per vivere così, che meriti di più.

E, certamente, se sei andata avanti nonostante tutto, quel "di più" lo puoi ottenere.
Credici, e lo farai :)

Quindi scordati i sensi di colpa e di autocommiserazione, che proprio non hanno senso di esistere, e... pensa solo a vivere, a godere della vita, perché chi ama la vita, nonostante tutto, la strada prima o poi la trova... sempre :)


falco
Scritto da: Wolfghost alle ore 00:44 | permalink | commenti (91) | categoria: vita, serenita, vivere, lettera, coraggio, felicità, forza, insoddisfazione, sfiducia, difficolta, sconforto Grazie per i vostri (pop-up) commenti (91)
venerdì, 29 agosto 2008
La voce del mare - un racconto di Poetikando
Sono in ritardo : oggi mi sono accorto di avere ben quattro post "in coda" (in realtà, "in mente"). Per ben tre di essi mi avvarrò di splendi scritti di altri blogger, un altro invece deriva da un aforisma di un poeta che tutti abbiamo studiato a scuola. Considerando che la prossima settimana sarò a Stoccolma per motivi di lavoro, ci metterò un po' di tempo, anche perché ognuno di questi scritti vale davvero e merita di restare visibile almeno qualche giorno,
Ma vediamo il primo...


LA VOCE DEL MARE

by poetikando
Blog: poetika

mare_tempestoso





“Poi non è che la vita vada come tu te la immagini.
Fa la sua strada, e tu la tua.
Ma non sono la stessa strada”
( "Oceano mare" )





Anni che non vedevo il mare, forse secoli... Ma sono qui adesso, ormai vecchio, a guardarlo, respirarlo, sentirlo davvero. Siamo soli - io e la voce inestinguibile del mare- mai placata in me, mai perduta. Mi chiama. Le onde sventrano gli scogli e le gocce mi si frantumano sul viso, minuscoli specchi di cielo, di pianto liberato. Ho voglia di pensarmi così, nella mia immensa solitudine...
Da ragazzo venivo spesso alla spiaggia per dare del cibo ai gabbiani, e anche oggi ho portato del pane. Mi siedo sul bordo di un vecchio peschereccio abbandonato e sono invisibile, assente. Il maestrale soffia forte, il sale brucia gli occhi, il freddo è un ferro arroventato, che dissolve il dolore prima ancora che sia.
Avverto un fruscio alle spalle: un gabbiano mi si avvicina esitante; sorrido e gli offro le mie ultime briciole. Ci scambiamo uno sguardo, almeno così pare a me e ai miei occhi stanchi. Una lacrima gli scivola lenta sul bianco piumaggio. Che tenerezza, che follia...

Ecco, ora, è arrivato il momento. Quella è la lacrima che mai mi è sgorgata dal cuore; è il pianto che mi ha negato la vita; è il dono mancato dell’ essere fragile - e libero - dentro.
Lo so, è soltanto la mia fantasia. Ma che uomo sono mai stato? Prigioniero di un’esistenza che non ha avuto il tempo - il coraggio - di fare concessioni all’amore, alla vita, al destino...
L’avevo scordato il mare, come un accordo stonato. L‘avevo scordato il mio nome. Lo perdo ogni giorno e ogni giorno lo cerco. E’ sempre un inizio, inizio e mai fine. E’ che il mare è un moto incostante dell’anima - alta e bassa marea - ce l’hai dentro e non fuori di te, come la vita.
La vita...
Che se adesso dovessi raccontarne una - la mia ? - non saprei nemmeno cosa inventare. Ho alle spalle nove mesi di paradiso, novant’anni all’inferno e di fronte nove giorni nel limbo. Ma non sento niente, non ho niente da dire. So che devo morire, non è una grande scoperta: lo sanno tutti ancor prima di nascere. E non mi scorre davanti il film del mio viaggio, non un solo fotogramma. Di memoria ne ho poca, pochi ricordi da ricordare .
Ma se potessi scegliere... mare rinascerei, mare per vivermi fino in fondo l’abisso, per perdermi e naufragare. Mai più aggrappato a scalcinate e sicure pareti. Mai più schiavo di una vita apparente. Avrei sale negli occhi e brividi audaci sulla pelle bagnata. Soffrirei, sentirei, sentirei... tutto quello che mi sono affannato a evitare, da sempre, ancor prima di essere .
Tra partenza e traguardo è una linea finita e imperfetta, il nostro limitato orizzonte? Non guardarmi così! Vola via, via!
Ed allora comincio a sognare, a ricostruire il passato che ancora non ho. Che non ho. Mi regalo una storia.

Sono nato una sera d’agosto, e le ombre d’autunno già spingevano, inquiete. Mia madre piangeva, mio padre taceva; il vento soffiava.

Sono cresciuto respirando l’inverno sul mare, le sue assenze, i ritorni, il presente. Mi facevano male.

Ho amato una donna, una sola, ché l’amore non passa due volte, e impazzivo nel suo ventre puro come un’onda d’azzurro assoluto.

Non ho ho avuto un lavoro, una casa. La mia anima abita il vento. E al vento ho affidato il mio cuore, affinché lo portasse lontano, lontano...

Ho viaggiato sulle strade più impervie, ho venduto il mio ruolo nel mondo per un pezzo di cielo. E non sono pentito.

La mia vita è impronta su sabbia: la consegno alle onde del mare. Perché vivere è un istante perfetto, crudele. E’ qualcosa che va cancellato, perchè mai si ripeta, perchè mai muoia dentro, su una spiaggia sbagliata. Ma che resti in eterno, solamente nel cuore.
E’ poesia sulle ali del sogno e nessuno può portarcela via.

Gabbiano a Saint Malo, Bretagna, FranciaOra resto a guardare la lacrima, che leggera ti imperla le piume e mi sembra un gioiello prezioso - un regalo impagabile - anche questa tristezza. So che la vita che mi sono inventato è qualcosa di grande, l’ essenza più vera di me. Più distante da me...
E’ sangue, è carne, è anima e spazio: un volo impossibile.
E’ il pianto che mi è stato negato, il dono che non ho saputo apprezzare, la libertà di essere fragile dentro - e infinito - come la voce armoniosa e violenta del mare.

Daniela Cattani Rusich




Commento di Wolfghost: questo splendido scritto di Daniela (Poetika) mi ha richiamato alla mente un mio post di qualche tempo fa (La paga della vita) incentrato sull'aforisma di Eric Butterworth che potete leggere nell'immagine di chiusura. Anche se nel testo di Daniela ci sono spunti per diversi altri argomenti.

Pensiamo spesso che alla fine della vita si tirino un po' le somme di come si è vissuto: è stata una vita ben spesa? Abbiamo lasciato qualcosa di importante? O, al contrario, l'abbiamo sprecata?

Per quello che è la mia esperienza (
indiretta, per fortuna! )... non è quasi mai così: di solito alla "fine" la gente pensa a molte cose, ma non al passato: non tira affatto le somme.
Eppure siamo portati a crederlo... forse perché in realtà a tirare le somme siamo noi, adesso, in corso d'opera. Ma siccome ammetterlo potrebbe voler dire buttare tutto a mare e ricominciare da zero, preferiamo fare gli gnorri, pensando che va bene così, che ci sarà sempre tempo.

Tranne poi accorgerci che abbiamo imparato sì, che "
la vita che ci siamo inventati è qualcosa di grande", ma che "questo dono non l'abbiamo saputo apprezzare".

Siamo portati a credere che un giorno ci guarderemo indietro e ci accorgeremo di tutto ciò che sbadatamente abbiamo lasciato perdere lungo il cammino.

Meglio sarebbe che quel giorno fosse oggi, affinché
almeno ciò che c'è ancora nel nostro domani possa essere colto.

Butterworth


Scritto da: Wolfghost alle ore 02:19 | permalink | commenti (73) | categoria: mare, amore, racconti, ricordi, vita, malinconia, tristezza, solitudine, morte, coraggio, libertà, gabbiano, dono, essenza Grazie per i vostri (pop-up) commenti (73)
martedì, 26 agosto 2008
Chi non prova, ha già perso - Il delfino di nome Ninin
Questa che vado a pubblicare è una storia che mi giunse ormai diversi anni fa via posta elettronica. Non ho mai saputo chi fosse l'autore, ho anche provato a risalire a lui, ma senza successo.
Il - brevissimo - commento, a dopo...




Delfino
C'era una volta un delfino di nome Ninin.

Amava vivere nel branco, farsi strada fra le code dei suoi amici e giocherellare con l'acqua, con repentini ed improvvisi scatti per dimostrare tutta la sua felicità nel vivere l'immensità dell'oceano, lanciandosi in sorprendenti tuffi e piroette nell'azzurro del cielo che si bagnava dentro all'immenso celeste del mare.
Quei suoi modi tanto giovali e gioiosi erano dettati dal suo cuore per provare ad innamorare Deda, una delfina che amava perdutamente, ma alla quale non era mia riuscito a dichiarare la sua passione, perché troppo timido e timoroso che a guardarla fissa negli occhi, non sarebbe riuscito più a parlare.
Continuò il suo corteggiamento silenzioso per anni, immaginandosi che Deda fosse sempre più attratta dal suo festoso modo di dimostrarsi, e che prima o poi sarebbe stata lei stessa ad avvicinarlo per chiedergli di amarla per tutta la vita, fin quando una notte non si accorse che la sua amata silenziosa era diventata la compagna di giochi un altro delfino.
La sua delusione fu così forte che, senza parlarne con nessuno, decise di lasciare il branco ed andare a morire da solo in riva alla spiaggia.
La solitudine, dentro alla quale si stava consumando, iniziò a fargli perdere le forze, fin quando un giorno, allo stremo dei suoi stenti, stava per arrendersi al movimento del mare e finire quella desolata vita sulla riva asciutta della spiaggia esanime.
Delfino nel bluSenti da lontano il richiamo di un delfino e voltandosi si accorse che era Deda. Lei si avvicinò, chiedendogli perché fosse andato via dal branco e lui, con una voce fioca e appesantita dalla stanchezza, confessò il motivo, riuscendo a dichiarargli anche l'amore che aveva sempre nutrito per lei.
Deda rimase per lungo tempo in silenzio, perché non riusciva a spiegarsi il motivo di quella sua paura, per poi avvicinarsi alla sua bocca e chiedergli il motivo di tanto silenzio.
"per paura che non mi avessi accettato. L'idea di non essere amato da te mi avrebbe fatto morire ed ho preferito farlo lo stesso, ma col dubbio che forse tu mi avresti amato se fossi stato più audace" Deda gli si avvicinò col corpo per provare ad aiutarlo a ritornare in alto mare, ma Ninin non aveva più forze e sentiva in se solo la voglia di abbandonarsi e morire.
"lasciami stare. Torna nel branco, non voglio che muori con me. La mia scelta non deve essere una punizione per te. Io voglio che continui a vivere. Portami nel tuo cuore un po' del mio amore per te" disse Ninin, provando ad allontanarla.
"io non posso lasciarti da solo, non è giusto" rispose Deda
"non è giusto? La colpa è mia che non ti ho saputo amare in vita. Se mi ami ti prego di andare via da me e comprendere il mio gesto. Se mi ami rispettami e torna nel branco. Vai via da me" gli urlò contro, spingendola con forza lontano da lui.
Deda, sentendosi rifiutata si voltò senza aggiungere altro ed andò via, lasciandolo solo a combattere con la forza delle onde che lo spingevano sempre più verso la sabbia.
Ninin, con il cuore fermo dal dolore atroce per averla scacciata via da se in modo cosi cattivo, pianse disperatamente, pregando Dio che lo facesse morire presto.
Passò ancora tutta la notte da solo, con gli occhi che non riuscivano più ad aprirsi dal pianto e la stanchezza. Alla mattina successiva sentì avvicinarsi qualcuno. Si voltò e vide in lontananza Deda.
"perché sei tornata?" gli urlò contro.
Lei, senza rispondere, si fermò a poca distanza da lui, si girò per l'ultima volta in direzione dell'alto mare, dove c'erano i suoi compagni, e si sdraiò accanto a lui e gli disse: "non hai avuto il coraggio di amarmi in vita ma adesso lo faremo insieme e per sempre!" e chiusero gli occhi entrambi, fino a quando il buio perenne non calò la tela sui loro occhi e sulle loro bocche socchiuse, su cui era disegnato un ampio sorriso di felicità."


Delfini


La storia è triste, non si riesce a credere a quel "sorriso di felicità"... non è vero? Ma colpisce, proprio per quell'assurdo,
estremo dramma, che poteva - e doveva - essere evitato.

Non sempre scopriamo a posteriori che "se solo avessimo osato...", il più delle volte ci voltiamo, e la risposta che avremmo ottenuto viene sepolta per sempre in un passato che non abbiamo voluto scoprire.

Non sempre, quando tentiamo, otteniamo ciò che desideriamo. Spesso anzi prendiamo pali e testate. Ma almeno non avremo il rimpianto di non aver tentato, non dovremo vivere con quel "Se solo avessi...".

Perché, come uno dei miei motti preferiti recita, "chi non tenta, ha già perso".


Delfini in tuffo sull
Scritto da: Wolfghost alle ore 01:51 | permalink | commenti (115) | categoria: amore, racconti, rimpianto, coraggio, osare, delfino, audacia Grazie per i vostri (pop-up) commenti (115)
giovedì, 12 giugno 2008
Superare la paura - Il burrone, storia Zen
Ho in mente un nuovo post, ma siccome è tardi, mi viene reclamato un nuovo post (vero Sophie? ) e non ho tempo per scriverlo adesso, lo tengo nel cassetto (comunque, quando lo pubblicherò, vi renderete conto che è collegato a questo, anzi in un certo senso lo "precede") e vi propongo un bel testo (anche il commento non è mio) che qualche tempo fa mi colpì parecchio. Come sempre non è nulla di complicato, è il classico... uovo di colombo che spiega come mai spesso falliamo o non raggiungiamo la vita che vorremmo avere...



Il burrone

Precipizio, Fall Creek Falls State Park, Tennessee

Un monaco si lamentò con il suo maestro perché non riusciva a raggiungere il satori.
"La colpa è tua" gli rispose il maestro.
"In che cosa sbaglio? Che cosa mi manca?" domandò l'allievo.
"Vieni con me, e te lo mostrerò."
Il maestro chiamò un altro discepolo, che era cieco, e tutt'e tre si recarono sulla montagna, in un punto in cui uno stretto tronco era stato gettato su un burrone.
"Attraversa!" disse il maestro al primo monaco.
Il poveretto guardò il fondo del burrone, il debole tronco e rispose: "Non posso: ho paura".
Allora il maestro si rivolse al discepolo cieco e gli diede lo stesso ordine.
Il monaco attraversò senza esitare il burrone.
"Hai capito?" domandò il maestro al primo monaco.


Commento: È sempre la paura il sentimento che si oppone al nostro risveglio: la paura di essere autonomi, la paura dell'ignoto, la paura di perdere il proprio ego, la paura della responsabilità. Eppure, per colmare il divario, per raggiungere l'altra riva, è necessario affrontare l'abisso; e questo non può essere fatto se non si eliminano i mille timori che ci accompagnano nell'attraversamento. Il coraggio è indispensabile sulla Via della liberazione, come, d'altronde, in tutte le imprese fondamentali della vita. Come recitano dei versi di Wu-men, si tratta di "Camminare sul filo d'una lama, correre sulla cresta del ghiaccio, non preoccuparsi della scala, lasciare il sostegno sul precipizio."

gatti
Scritto da: Wolfghost alle ore 01:44 | permalink | commenti (94) | categoria: zen , risveglio, paura, abisso, coraggio Grazie per i vostri (pop-up) commenti (94)
domenica, 18 maggio 2008
Ognuno è artefice del proprio destino
crolloNessuno sfugge all'imprevedibilità degli eventi e della vita. Ci sono persone che nascono e vivono in ambienti degradati, in situazioni quasi insostenibili. Gente che deve affrontare ogni tipo di difficoltà, da quelle finanziarie a quelle di salute. Rovesci di ogni genere, non predicibili, non evitabili, intralciano la nostra vita e il nostro cammino. Tutto questo potrebbe portarci a sentirci vittime predestinate di un ineluttabile destino a noi avverso.

Cosa significa allora essere artefici del proprio destino? Immagino che a volte sentirselo dire, in momenti di estrema difficoltà che ci si trova a vivere indipendentemente dalle proprie scelte e dal proprio valore, possa in qualche modo urtare, quasi a sentirsi presi in giro.

Ma "Essere artefici del proprio destino", è la differenza che passa tra chi perde e non si rialza, e chi invece considera quella sconfitta come la perdita di una battaglia, ma non della guerra.


"Non sono mai stato povero - solo in ristrettezze economiche.
Essere poveri e' uno stato mentale.
Essere in ristrettezze e' solo una situazione temporanea."
Mike Todd - Produttore di Broadway


mattoniReinquardare la propria situazione in un'ottica positiva, di sfida se vogliamo, ma mai di sconfitta definitiva, è la base su cui costruire il proprio futuro. La sfida passa attraverso il potere della scelta, l'azione, la determinazione. Come scrisse qualcuno sul mio stesso blog, ormai diversi mesi fa, "l'immobilismo diventa colpevolezza".

Scegliamo la strada da seguire, iniziamo con il primo passo, insistiamo, e se proprio le cose non vanno, cambiamo strada, ma rifiutiamoci di stare fermi in una situazione di stagnazione che non può portare a nulla di buono.

Ogni scelta importante richiede coraggio, forza, volontà di rompere una routine che, per quanto difficile, troviamo rassicurante. Spesso richiede un sacrificio che pochi sono davvero pronti ad affrontare.

Giriamo al positivo un famoso detto popolare: non sappiamo cosa ci sarà domani, ma sappiamo ciò che possiamo lasciare oggi.


Castello di Chambord, Francia
Scritto da: Wolfghost alle ore 14:31 | permalink | commenti (119) | categoria: vita, azione, destino, coraggio, scelta, volontà, forza, determinazione, povertà, difficolta, sacrificio, immobilismo, imprevedibilità, stagnazione, artefici Grazie per i vostri (pop-up) commenti (119)
giovedì, 28 febbraio 2008
Liberta' e indipendenza
antilopiConosco una sola libertà, ed è la libertà della mente.
(Antoine de St.Exupery)


“Liberta’” e’ una delle parole piu’ usate quando si vuole fare leva sulla emotivita’ delle persone. Tutti ne parlano, in tanti la reclamano, ma davvero pochi fanno veramente cio’ che e’ necessario per ottenerla. E ancora meno sanno cosa farsene una volta ottenutala.

falco_primopianoNon è la liberta che manca.
Mancano gli uomini liberi.
(Leo Longanesi)


Ci si para spesso dietro il fatto che la societa’ rende schiavi; si cercano continuamente capri espiatori che permettano di continuare a “galleggiare”, di poter incolpare chiunque capiti a tiro, additandolo come responsabile della nostra stagnazione.
Ma cosi’ non si va da nessuna parte.
Ci vuole il coraggio di assumersi la responsabilita’ della propria vita, delle proprie azioni, delle proprie scelte.
Lamentarsi non serve a nulla.

zebreLibertà significa anche responsabilità.
Ecco perché la maggior parte della gente ne ha paura.
(George Bernard Shaw)


Il "non rendersi indipendenti", che e' una delle grandi malattie del nostro tempo, e’ psicologico, prima che materiale, non serve a nulla pararsi dietro alla mancanza di denaro o di possibilita’: la prima, l’unica vera indipendenza… passa per la testa, non per il portafoglio. Percio’ non e' scusabile, ad esempio, con il fatto di non poter andarsene di casa. Ci sono persone conviventi che sono molto piu' indipendenti di altre che vivono da sole. Sembra paradossale, ma e' cosi'.

orsoLa storia degli uomini liberi non e' mai scritta dal destino, ma dalle scelte, le loro scelte.
(Dwight D. Eisenhower)


Certamente l’indipendenza economica rende tutto piu’ facile. Sarebbe ipocrita dire che cosi’ non e’, ma… il processo di liberazione comincia sempre nella testa: chi e’ libero non accettera’ catene a lungo, e il modo di liberarsi lo trovera’ sicuramente.

DelfinoLa libertà è come il mare. Non può essere rinchiusa, e come il mare, un uomo libero lo è per sempre.
(Humbert du Charbon)


Se decidete di essere liberi, vi serve solo una cosa: il coraggio di esserlo davvero.
Costi quel che costi.

Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza. - (B. Franklin)

cavalli
Scritto da: Wolfghost alle ore 12:30 | permalink | commenti (90) | categoria: sicurezza, mente, coraggio, libertà, scelte, catene, responsabilità, indipendenza Grazie per i vostri (pop-up) commenti (90)
domenica, 30 dicembre 2007
E' possibile farlo nell'anno nuovo
Voglio anche io lasciare il mio augurio di buon 2008 a tutti voi e per farlo, uso le parole di Rodolfo di Maggio, che già vi ho presentato "qualche post fa' ". Ho solo apportato qualche minima modifica, anno compreso naturalmente

Un grosso abbraccio a tutti gli amici e una stretta di mano anche a chi non lo è, perché nella vita andare d'accordo con tutti è, in fondo, un'illusione...


E' possibile farlo nell'anno nuovo (di Rodolfo di Maggio)

gatto andatoQuante e quante e quante volte ancora, ti chiedo di dirlo onestamente, ti sei prefissato cose nuove e più impegnative per l'anno che verrà? Quante promesse hai fatto, quanti propositi hai cullato nella tua mente, prendendo la fatidica scadenza del primo gennaio come quel momento "X" in cui scatterà una nuova vita, in cui inizierai ad avere più grinta e determinazione?

No, non dirlo, perché, come a tutti noi, ti è successo mille volte...
Si inizia qualcosa di nuovo e diverso - uno stile di vita alimentare più sano, ad esempio - e dopo alcune settimane ricadiamo nel precedente. Dopo anni spesi a fumare e sapendo cosa questo comporta per la salute, decidiamo di smettere. Ma perché non ci riusciamo? E l'elenco può continuare...

Cigni in voloSe è vero come lo è che le persone vincenti nella vita sanno cosa cambiare e cosa no, è anche vero che saperlo non basta; bisogna avere la forza, il coraggio di iniziare davvero e poi perseverare.

Chiunque tu sia, qualunque attività tu stia svolgendo, comunque sia stata la tua vita sino ad ora, ti è possibile cambiarla nella direzione in cui tu desideri, ma sai che volerlo non basta, è il primo passo ma deve essere l'inizio di un cammino, non un gesto isolato.

La palla è nel tuo campo, le carte sono state distribuite, la campanella è suonata e l'orologio sta ticchettando per scandire il tempo nella partita della vita. Sta a te scegliere quali abitudini cambiare, perché sono le tue abitudini che determinano la qualità della tua vita, se vivrai nella felicità e nel benessere oppure nel dispiacere e nella povertà. Noi creiamo le nostre circostanze tramite le scelte da noi compiute. Abbiamo sia la capacità che la responsabilità di compiere scelte migliori. Ad iniziare da oggi.

gatto e scimmiaNon è più tempo che ci serve, ne abbiamo avuto abbastanza. Non sono ulteriori riscontri quelli che ci servono, sappiamo cosa dobbiamo fare e il modo in cui farlo. Dobbiamo solo provare amore per noi stessi. Pensare che saremo capaci di trovare il tempo per mangiare correttamente, dormire bene, continuare ad imparare, esercitarci.

Valutare noi stessi, smettere di perdonarci o compiangerci per ogni errore compiuto ed utilizzarlo invece come insegnamento. Siamo esattamente dove la somma delle nostre esperienze ed azioni ci ha condotto sino ad ora. Solo apprezzando noi stessi potremo apprezzare gli altri. Dobbiamo amarci. Le cose che non vanno in noi, esteticamente o internamente, possono essere modificate se davvero lo vogliamo, ma dobbiamo voler bene a noi stessi, requisito fondamentale per poter volere bene agli altri.

Iniziamo ad avere successo con l'ammettere gli errori compiuti, consapevoli finalmente di aver imparato da questi e decisi a non ripeterli nel futuro. Sbarazziamoci delle cose inutili nella vita e impariamo a concentrare le energie nelle scelte importanti. Anche con l'obbiettivo ben chiaro in vista affolliamo le nostre esistenze con troppo rumore di fondo. Questo ci limita nelle scelte fondamentali.

Possiamo avere un miglior controllo della nostra vita nel decidere cosa ha diritto di stare sulla nostra scrivania, dentro il nostro computer, nei nostri armadi, nella nostra vita, nella nostra mente.
Solo facendo spazio per nuove cose possiamo arricchirci veramente. E torniamo alle cose fondamentali che creano la differenza. Esse sono: le scelte che compiamo, l'amare noi stessi e l'eliminare l'affollamento nella nostra vita. Ci vogliono ventun giorni, così dicono, per acquistare una nuova abitudine. Possiamo quindi iniziare.

Basta cominciare, senza continuare a voltarsi indietro.
Sorprendi te stesso: mostra il tuo vero potenziale e... buon 2008!!!

orsetti abbracciati
Scritto da: Wolfghost alle ore 12:31 | permalink | commenti (86) | categoria: amore, vita, salute, alimentazione, azione, propositi, coraggio, benessere, fumo, felicità, cambiamento, scelte, forza, capacità, responsabilità, determinazione, abitudini, 2008, perseveranza, potenziale, amare sé stessi Grazie per i vostri (pop-up) commenti (86)