


"Facile per un sano parlare ad un ammalato", dice qualcuno.
Stasera vi lascio una semplice storiella buddista, breve ma... importante!

E chi dice che è facile? Nessuna intuizione del genere lo è, sembra banale, scontata... forse proprio per questo di solito ci sfugge... 

Alessandro recide il nodo Gordiano, di Jean-Simon Berthélemy
Avrei voluto intitolare questo post "igiene mentale" ma ho voluto evitare riferimenti non voluti all'omologo ente della ASL 
La qualita' del nostro inconscio e' fondamentale per una "buona vita". Se esso e' sereno, le nostre reazioni agli eventi saranno equilibrate e pronte; se e' disturbato, saranno altresi' scomposte, disordinate, spesso dannose. Ci sara' chi, non vedendo arrivare la persona amata ad una certa ora, pensera' che avra' trovato traffico, e chi, invece, iniziera' a immaginarsi gli scenari piu' devastanti possibili, come incidenti o tradimenti. La vita sara' di conseguenza una navigazione serena - anche se con necessari cambi di rotta e qualche tempesta, pero' momentanea e affrontata con determinazione e combattivita' - e un continuo andare alla deriva, in balia di ogni onda inaspettata anche se semplicemente poco piu' grande della media.
Il potere di una fervida fantasia
Il sogno perfetto di solito è un'idea, non un nome. Solitamente non sbagliamo il modo di sognare: ci mettiamo passione, ci mettiamo immaginazione, costanza, impegno. Ci dicono che se davvero vogliamo qualcosa con tutto noi stessi, alla fine la otterremo. Ma non sempre è così, non è vero?
In cosa sbagliamo allora?
Rimasi molto stupito di ciò, ma in fondo segue la stessa logica: la mente, che è molto plastica, risponde agli stimoli che riceve, che siano reali o immaginari, predisponendosi a cogliere ogni segnale, a far nascere le giuste intuizioni, affinché quell'obbiettivo sia raggiunto. 

- la stessa coniglietta?
Mettere impegno nella decisione
Che la nostra vita sia un buon governo, con le camere che si ritirano per compiere la loro scelta, con una legge nella quale quella decisione viene trasformata, con un controllo perfino severo perche' quella legge venga seguita. 
Un consiglio: iniziate con qualcosa di semplice, di facilmente raggiungibile, e poi, via via, crescete in "importanza della decisione". Questo perche' "il successo genera il successo": e' un modo per accrescere la fiducia nella vostra capacita' di tenere fede alle decisioni prese, preparandovi alle sfide piu' importanti
Conosco una sola libertà, ed è la libertà della mente.
Non è la liberta che manca.
Libertà significa anche responsabilità.
La storia degli uomini liberi non e' mai scritta dal destino, ma dalle scelte, le loro scelte.
La libertà è come il mare. Non può essere rinchiusa, e come il mare, un uomo libero lo è per sempre.
Fin da piccoli, siamo stati abituati ad un uso ampio e scriteriato dei “non”: “non devo fare questo”, “non devo dire cosi’”, “non devo essere in tal modo”, “non voglio che accada che…”, “non devo pensare a…” e cosi’ via. Il pensiero positivo suggerisce di sostituire questo modo di ragionare “al negativo” con pensieri rivolti al positivo: “voglio fare”, “posso dire”, “posso essere”, “posso agire in modo che accada”, “penso a…”. 
Notate un effetto collaterale: anche i “devo” (pesanti, poiche’ indicano uno stato di costrizione) vengono sostituiti con i “posso” (costruttivi, perche’ indicano uno stato di potere: posso farlo, non sono “obbligato”); cio’ rende immediatamente lo stato emotivo della persona che li esperisce molto piu’ leggero, diminuendone in tal modo l’ansia e la sofferenza. Ma soprattutto leva dallo stato di impantanamento nel quale si trova.
Si narra che un giorno Goethe fu tradito dal suo commercialista che scappo' con una grossa somma di denaro. Questo tizio era anche un suo grande amico, o almeno cosi' il bravo Wolfgang credeva.
Anni fa’ lessi un esperimento condotto su alcune scimmie: ad esse era stato insegnato che, se premevano con un dito un certo tasto, un cibo prelibato compariva. Gli scienziati notarono che quelle scimmie continuavano ad usare prevalentemente quel dito anche quando ormai il cibo non veniva piu’ fornito loro e scoprirono che la rete neuronale che collegava il cervello a quel dito era piu’ spessa delle corrispondenti reti dirette verso le altra dita: il cervello aveva costruito una sorta di autostrada preferenziale nella quale incanalare i pensieri.
“non”, e’ un inganno: non servira’ assolutamente a nulla se non a perpetrare, ad ispessire ancora di piu’, quell’autostrada. Di fatto, gia’ in passato ho notato che esistono tanti legami tenuti in vita proprio dalla sofferenza: la sofferenza “lega” moltissimo all’oggetto che la crea. Addirittura rapporti ai quali non si teneva granche’, diventano trappole dalle quali non ci si riesce piu’ ad allontanare non appena fa capolino la sofferenza dell’abbandono.