Stasera voglio usare una splendida poesia di Giusi Vanella (HappySummer), per ringraziare una persona per me molto speciale: la mia She-Wolf (letteralmente "Lupa"
) per essermi stata vicina in un momento difficile. Quando ho letto queste parole, mi sono detto "queste parole potrebbero essere sue!" 
Naturalmente ringrazio anche la nostra bravissima Giusi per il permesso accordatomi riguardo alla pubblicazione della sua poesia (a proposito... riapri presto il tuo blog "happysummer", mi raccomando!
).
Notte stellata sul Rodano - Vincent Van Gogh (1888)
Tra noi insondabili silenzi
e in cielo, come lentiggini, le stelle.
Poi appoggiasti la testa
alla mia spalla,
non più falco predatore
approdato tra gli ulivi e tra gli aranci,
ma uomo. D'improvviso
trapelò la tua stanchezza,
come ala rotta
lungo il tuo volare.
Fosti mio, in quei momenti.
Solo mio.
Il mondo restò fuori,
oltre la notte.
(poesia di Giusi Vanella)
E qua, che spunta con il suo adorabile musetto, vi presento un delizioso (e rumoroso
) canetto... mi sembrava doveroso, visto che ormai è a buon diritto amichetto di Sissi e Julius 
Lui si chiama Tom, e certamente è contento di conoscervi... purché non vi avviciniate troppo però! 
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Wolfghost alle ore 00:01 |
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Julius ha paura
Cerca una tana sicura
Sente i botti di fine anno
Corre con affanno.
Julius è preso da terrore
Ha visto quel bagliore
Batte forte il cuoricino
Anche se ha me vicino.
Julius è piccolo, non sa
Che il terrore passerà
Che ciò che conoscerà
Più non lo spaventerà.
Julius fa tanta tenerezza
Vorremmo dargli una carezza
Perché in fondo quel terrore
Anche noi l’abbiam nel cuore.
Una simpatica poesiola (semplicissima, posso essere tante cose ma non un poeta) dedicata al mio piccolo Julius che, poverino, si avvicina al suo primo capodanno 
Lì per lì mi sono chiesto come potesse avere così paura per una cosa del genere, ma poi ho capito che in fondo anche noi siamo tanti piccoli Julius: passiamo di paura in paura nel corso della nostra vita, ogni volta che ci imbattiamo in qualcosa che non conosciamo, quando capita qualcosa che per correlazione - magari solo inconscia - ci ricorda un dolore, un trauma passato vissuto in prima persona o forse solo visto capitare a persone care.
Cerchiamo rifugi sicuri, ma un rifugio protegge da una sola paura... e ne esistono tante di paure.
Forse la vita è un percorso di conoscenza, e la conoscenza più importante è accettare che esistono più paure che rifugi.
La paura non va fuggita, va accettata, conosciuta, capita. Solo allora, forse, potremo davvero esserne liberi.
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Wolfghost alle ore 02:25 |
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Dopo il racconto di Quelcherestadime, è la volta di questa poesia di Paola, alias flameonair, tratta dal suo omonimo blog flameonair. E' in piena sintonia con il mio modo di pensare e, mi piacerebbe dire, con il mio stile di vita. Diciamo che mi piacerebbe arrivarci 
Sfoglia la tua vita,
piano, assaporandola,
annusane il profumo di terra bagnata,
ridi forte se ti va.
Annega nel suo sapore
nuovo, ad occhi chiusi,
tutte le tue malinconie
scoprirai un'altra parte di te
E distogli i tuoi occhi
da quel pavimento nudo e freddo,
voltati verso le voci che chiamano
giusto te, proprio te
che non ci credi piu'.
Perché
questa vita
è tutto il tuo domani.
(flameonair)
Nella tua subcoscienza dimorano note inconciliabili che ti costringono alla dissonanza. Ma perché volgi lo sguardo a ciò che è morto? Perché ti occupi di defunti?
<< Lascia che i morti sotterrino i loro morti >>, e volgiti, o Magnifico, al Bello del presente che cerca svelamento.
Se resisti a quel sibilo di cembalo discorde che affonda nella macina del tempo, hai vinto la discrepanza, per cui ti riuscira’ facile intonarti sulla nota cristallina del grande Musico.
Raphael, da "La Triplice Via del Fuoco"
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Wolfghost alle ore 14:00 |
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Il mio post precedente, quello chiamato "Siate come animali..." ha qualche problema: si fatica molto a lasciare e leggere commenti. Ho pensato allora di ripescare questa mia vecchissima poesia (avevo intorno ai 25 anni) che in fondo è in tema con quel post, cosicché chi volesse, puo' postare i suoi commenti qui anche per la pagina precedente...
VOLO
Sfonda col becco la parete sottile
protezione bianca, dura e sicura
non sapeva ancora cosa è la paura
si trova d'improvviso in un mondo ostile
Zampetta, cade si alza e ricade
bianca pagina alla portata di tutti
fortuna già è sfuggire ai flutti
indelebili inchiostri, funeree spade
Forse come un pollo da sempre imbrattato
in mezzo a polvere e suoi stessi escrementi
e caduti compagni ormai scheletri macilenti
come bestia da pranzo ad arte ingrassato
O forse il volo non gli è mai stato negato
sapere che paure e legami non sono reali
il vento nel corpo, veri i sogni e gli ideali
se solo sapesse che per stare lassù è nato
Vecchia aquila da sempre vissuta
invece che in una fantastica bianca avventura
nei cieli azzurri, nell'aria pura
in una nera esistenza di lamenti intessuta.
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Wolfghost alle ore 00:54 |
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