

Non sogni ad occhi aperti stavolta, ma sogni veri, onirici. Esattamente diamo un'occhiata alle figure che popolano le nostri notti...




Il mio blog è pieno di richiami ad essa, di citazioni, di storie di persone che "ce l'hanno fatta". A far cosa? Forse a coronare il loro sogno più grande; forse ad uscire da una situazione disperata che sembrava essere senza via di uscita. Questo blog nasce per una ragione ben precisa... anzi due... la prima e' perche' oggigiorno di alcol si parla poco troppo poco, la seconda ed e' quella piu' importante, e' che ho deciso in tutta serenita' di togliere la maschera e raccontare la mia storia, quella di un essere umano che non beve piu' da oltre quattordici anni... un viaggio senza fine in cui ho scoperto una vita meravigliosa, non priva di ostacoli e cadute, ma proprio queste hanno fatto in modo di temprarmi... il tutto con un'altra malattia, la dipendenza affettiva e sessuale, in me radicata nell'alcol. Se oggi vedo un barlume di luce lo debbo a me ed a una persona meravigliosa che ha saputo aspettare il mio risveglio: mia moglie... A lei, a chi mi vorra' leggere, dedico questo "libroblog" che ho deciso di scrivere...
Grazie...
Eugenio
- i soliti "eh, non è così facile!", ma dove è scritto che è "facile"? Solo che è... "possibile" 

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[poiché non c'è il permesso della Polydor per includere il video, cliccare sulla figura per farlo partire da youtube]
Il titolo di questo post doveva essere "lasciare andare", ma... mi sono accorto che l'avevo già scritto a gennaio, eccolo qui: Lasciare andare. E' un gran bel post, sapete? ahahah mi faccio i complimenti da solo!
Naturalmente però lo è anche grazie alle persone che all'epoca intervennero a lasciare i loro commenti 



Pare un assurdo, 
Nemmeno l'aldilà "aiuta": il concetto di aldilà definitivo, alla fine del ciclo (molto lungo eh!!
) di morti e rinascite, che hanno questi insegnamenti, non suona così apprezzabile per noi: raggiungiamo il Nirvana, cioé... il nulla
o, al massimo, l'annullamento totale del nostro "io" con "l'annegamento" nell'Uno primordiale (che insomma... non suona poi come una grande consolazione, visto che la nostra personalità, la nostra "coscienza", non c'è più, e allora... chi ci sarebbe a godere di questa riunione con "Dio"?). La leggenda dice che il Buddha "storico", quello realmente vissuto, non rispose mai alle domande che riguardavano la vita dopo la morte: che esistesse o meno, era per lui ininfluente, dato che era la "liberazione totale" quella a cui mirava, non un'eventuale rinascita. Le preoccupazioni dei suoi fedeli al riguardo dell'eventuale sopravvivenza dell'anima o rinascita del corpo, erano solo... distrazioni da evitare 
, o almeno quello cristiano dove non solo l'Io risorge, ma perfino il corpo fisico.
All’improvviso la mia attenzione fu’ attratta da qualcosa di magnifico: un gabbiano era impegnato, a pochi metri da me, in una maestosa quanto furibonda lotta contro il vento contrario... Avanzava con immensa fatica, addirittura di pochi centimetri ogni violento battito d'ali.
Allora pote' cambiare rotta e planare, lasciandosi trasportare senza piu' alcuno sforzo, nel punto esatto dove voleva arrivare.
Anche per la giornata più bella, radiosa e piena di luce, arriva il tramonto, e con esso, l'oscurità.
Di quella notte si puo' avere paura, perché non si sà quanto durerà, si puo' perfino arrivare a temere che non terminerà mai. Più piena di luce è stata la giornata precedente, più buia e lunga apparirà la notte.
In quella notte qualcuno puo' offrirci un piccolo lume, un filo di luce, una speranza, un ricordo di possibilità. Dobbiamo essere grati a queste persone che forse nemmeno si rendono conto del grande potere che ha avuto quel loro piccolo gesto durante la nostra crisi.
"Se mi cerchi, la mia casa non è più qui. E’ sui campi e la sabbia, al punto di partenza, dove quelli che sbagliano hanno il coraggio di pagare, e quelli che non hanno nulla da dare sono almeno onesti. Lo sai, la mia casa non è più qui. Adesso vivo dove quelli che sono veri non sono chiamati pazzi, dove non si beve per dimenticare, dove semplicemente se ti fermi, riparti. Se mi cerchi nella mia vecchia casa, dove stavo lentamente morendo, pagando per errori che non erano miei, tra mura dipinte con finzione, chiedendo ad occhi che mai guardavano dentro i miei per paura di scoprire se avevo ragione oppure torto, se mi cerchi nella casa dei miei vecchi affetti e valori, dove venivo ricattato con scuse e niente più, dove colpa e disgusto mangiavano nel mio cuore e nella mia mente… dovresti sapere che non mi ci troverai, perché adesso appartengo al vento ed all’estate, ad un posto dove cos’è stato è stato, dove non c’è niente da vendere, da comprare o da rubare. Se mi cerchi, la mia casa non è più lì. Sono in viaggio verso il maestrale."
Capita talvolta, nella vita di ciascuno di noi, di sentire la spinta al cambiamento. Si sente che qualcosa non sta' andando; ci si sente insoddisfatti, forse non si vede un futuro o, perlomeno, un futuro attraente. Ci si ritrova a dire a se' stessi qualcosa di simile ad un "mmmm... qui si deve cambiare rotta".