

Non sogni ad occhi aperti stavolta, ma sogni veri, onirici. Esattamente diamo un'occhiata alle figure che popolano le nostri notti...




Il mio blog è pieno di richiami ad essa, di citazioni, di storie di persone che "ce l'hanno fatta". A far cosa? Forse a coronare il loro sogno più grande; forse ad uscire da una situazione disperata che sembrava essere senza via di uscita. Questo blog nasce per una ragione ben precisa... anzi due... la prima e' perche' oggigiorno di alcol si parla poco troppo poco, la seconda ed e' quella piu' importante, e' che ho deciso in tutta serenita' di togliere la maschera e raccontare la mia storia, quella di un essere umano che non beve piu' da oltre quattordici anni... un viaggio senza fine in cui ho scoperto una vita meravigliosa, non priva di ostacoli e cadute, ma proprio queste hanno fatto in modo di temprarmi... il tutto con un'altra malattia, la dipendenza affettiva e sessuale, in me radicata nell'alcol. Se oggi vedo un barlume di luce lo debbo a me ed a una persona meravigliosa che ha saputo aspettare il mio risveglio: mia moglie... A lei, a chi mi vorra' leggere, dedico questo "libroblog" che ho deciso di scrivere...
Grazie...
Eugenio
Sono due mattine che, probabilmente a causa di qualche ora di sonno in più che mi sono concesso, ho un'intensa attività onirica. La mattina di solito sembra di sognare di più, non è vero?
In realtà credo che sia perché il sonno è più lieve, meno profondo, ed è perciò facile ricordare i propri sogni o incubi.
), con sogni che nascono da ricordi recenti o sepolti in un antico passato. 
, ma... al suo posto adesso c'è una orribile scuola, in cemento armato
.
Il sogno perfetto di solito è un'idea, non un nome. Solitamente non sbagliamo il modo di sognare: ci mettiamo passione, ci mettiamo immaginazione, costanza, impegno. Ci dicono che se davvero vogliamo qualcosa con tutto noi stessi, alla fine la otterremo. Ma non sempre è così, non è vero?
In cosa sbagliamo allora?
Rimasi molto stupito di ciò, ma in fondo segue la stessa logica: la mente, che è molto plastica, risponde agli stimoli che riceve, che siano reali o immaginari, predisponendosi a cogliere ogni segnale, a far nascere le giuste intuizioni, affinché quell'obbiettivo sia raggiunto. 

- la stessa coniglietta?

Ho salito la scala

La creatività, l'inventiva, la genialità, sono doti che ognuno di noi vorrebbe avere. 
) e allora, magicamente, quelle stesse parole diventano degne di essere lette o ascoltate?
E allora, quale arroganza ci permette di sostenere che non abbiamo bisogno di ascoltare gli altri, di non avere più nulla da apprendere da altre persone? Per quanto noi possiamo saperne, c'è sempre qualcuno che sa qualcosa in più di noi. Almeno c'è qualcuno che sa qualcosa che noi non sappiamo, che forse ci è solo sfuggito, ma c'è. Un qualcosa che può essere determinante, che può fare la differenza tra vittoria e sconfitta, forse addirittura tra vita e morte. E quel prezioso input magari non arriva da un maestro illuminato, di qualunque campo si stia parlando, forse è sulla bocca di chi non ti aspetteresti mai essere capace di darti un'informazione così importante.
Tutti, dentro di noi, ci sentiamo o vorremmo essere un po’ speciali. E’ come se ci fosse un bisogno di identificazione, di dimostrazione del proprio presunto valore, da ricavare dal confronto con chi ci sta attorno.
Se in una certa misura questo bisogno puo’ essere in qualche modo umano e accettabile, i suoi eccessi generano "mostri": in alcuni sfocia nella volonta’ di prevaricazione sull’altro, talvolta in una vera e propria violenza – psichica o fisica che sia; in altri, nel non riuscire ad accettare una seppur dignitosa esistenza poiche’ si sente sempre di “meritare di piu’”, di dover dimostrare di piu’, riducendosi in un perenne stato di infelicità.
Il "disagio esistenziale" è una sensazione che purtroppo capita frequentemente nella vita di molte persone. Di solito è un "periodo", un "passaggio" tra due fasi di vita, come quella che porta alla maturità attraverso la dolorosa presa di coscienza che certi sogni e desideri dell'adolescenza non sono stati realizzati, forse perché oggettivamente sproporzionati, forse per circostanze avverse. Non puo' percio' che essere un passaggio doloroso.
Il disagio di cui parlo è un disagio esistenziale che nasce dal fatto di non aver avere avuto quella vita soddisfacente che si pensava di meritare, se non altro come diritto acquisito per il fatto di essere vivi. L'aspirazione alla felicità, i propri sogni, hanno fatto i conti con una realtà che li ha frustrati, e cio' ha determinato il disagio di vivere in una vita che non si sente "propria". Questo, unito alla consapevolezza di avere solo la vita che sta' scorrendo via, rende il passo verso la disperazione breve.

"Quando sei ispirato da alcuni grandi propositi, da qualche progetto straordinario, tutti i tuoi pensieri rompono le loro catene. La tua mente trascende le limitazioni, la tua consapevolezza si espande in ogni direzione, e scopri te stesso in un nuovo, grande e magnifico mondo. Forze sopite, facolta' e talenti prendono vita, e scopri te stesso essere una persona di gran lunga piu' grande di quanto tu abbia mai sognato essere." - Patanjali, Filosofo indiano - Yoga-Sutras
Chi non ha mai provato, almeno una volta nel corso della sua vita, l'esaltante stato d'animo descritto da Patanjali? Solitamente e' stato un evento, un incontro, qualcosa che si e' parato fortuitamente sul nostro cammino a donarcelo. O almeno cosi' pensiamo. Di solito ci danniamo per qualcosa che non abbiamo o che che abbiamo perso. Qualcosa che abbiamo desiderato cosi' tanto da pensare che senza di esso la nostra vita non e', o non sarebbe piu' stata, degna di essere vissuta.
Eppure, se ci riflettiamo, la magia accade nella nostra mente. E' la nostra mente. Perfino quando quel qualcosa che funge da ispirazione non e' attorno a noi, o non e' stata raggiunta, la nostra mente la ricrea dentro di noi; puo' essere immagine, suono, sensazione...
puo' essere qualcosa che non si riesce a definire, ma quel qualcosa e' come se fosse sempre li', presente, a spronarci. Siamo noi, nel momento in cui abbiamo deciso di farci coinvolgere da quel sogno, da quella musa ispiratrice, chiunque o qualunque cosa essa fosse, che abbiamo acceso la forza incontenibile della ispirazione. Noi in quel momento abbiamo visto qualcosa che di solito non notiamo e raccogliamo. Noi non ne siamo di solito coscienti, ma il nostro stato d'animo, la nostra determinazione, la nostra voglia di sognare, il coraggio di affrontare le nostre paure, lo spirito di reazione nelle avversita' e nel rompere gli schemi negativi che ci affliggono, contribuiscono enormemente al fatto che quel qualcosa di straordinario avvenga.
Ogni sogno che tramuta in realta', parte sempre da noi e dalla nostra mente. Ogni ispirazione nasce
prima di tutto dall'anima che la esperisce.
Coltivate i vostri sogni, lottate contro la vostra inerzia, i vostri blocchi, la paura di risultare forse ridicoli. Agite perche' quei sogni possano divenire realta'. Forse non avverra', e rimarranno solo bellissimi sogni, ma se non lo fate, la possibilita' che si realizzino sara' davvero minima.
Voi siete la vostra prima ispirazione...