Una ricerca senza inizio e che, forse, mai avra' fine. Far cessare il duello permanente tra Ego e anima, trovando l'equilibrio tra cio' che si e' e cio' che bisogna apparire...
Chi Sono
Utente: Wolfghost
Sono stato per lunghi anni, da quando ne avevo 18 fino ai 37, un "ricercatore dell'anima", incuriosito tanto dall'esoterismo quanto dalla psicologia del profondo, affascinato in particolar modo quando scoprivo in essi percorsi paralleli, ma sempre con un nocciolo scettico che mi impediva di cadere preda di facili entusiasmi. In seguito a disavventure sentimentali, lutti e momenti difficili, ho avuto la mia pausa, durata quasi 4 anni. Adesso, a poco a poco, quella sete di conoscenza, quella voglia di chiudere il cerchio, si stanno di nuovo facendo strada...

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martedì, 12 gennaio 2010
200.000 visite

Un po’ a sorpresa mi sono accorto che il mio blog ha ormai superato le 200.000 visite  Naturalmente sapevo che questo numero era in avvicinamento, ma negli ultimi giorni avevo un po’ perso di vista il contatore. Quando raggiunsi le 100.000 visite, nel marzo 2009, ne approfittai per mettere un post dal titolo Quando vinci, festeggia!  ma oggi, a differenza di allora, non la percepisco piu’ come una “vittoria”, piuttosto guardo questo nuovo, rotondo numero con… affetto, pensando che certamente di queste 200.000 visite una parte sono state di persone a me care, passate magari per vedere e capire come stavo, o anche solo per curiosita’; un’altra parte e' stata di chi, scoprendo il blog, l’ha apprezzato ed e’ tornato a leggerlo con una certa frequenza, come avesse assunto per la sua vita una qualche importanza; altre ancora sono state persone che magari sono passate solo saltuariamente o per un breve periodo, forse una sola volta, ma magari ne hanno comunque tratto qualcosa di importante per la loro vita. Certamente c’e’ anche chi ha solo letto, non scrivendo mai: qualcuna di queste persone ogni tanto si e' fatta viva, con un commento singolo o anche via e-mail… mi ha sempre fatto particolarmente piacere conoscerle 
Ricordo anche quelli che hanno provato a… turbare la quiete del blog Presto o tardi
figure come queste capitano nei "luoghi frequentati", inutile prendersela, anche perche’, guardate, qualcosa di positivo – se si evita di prenderla male e fare muro-contro-muro – di solito la lasciano anche loro.
E ci sono certamente stati anche tanti che il blog non l’hanno apprezzato e, dicendosi “ma che e’ sta roba?”, non ci sono piu’ tornati. In fondo ne hanno fatto parte anche loro, pure se solo per un istante

In piu’, questi due anni e quattro mesi iniziano ormai ad essere anche un pezzo della mia storia personale 
Me ne sono capitate di cose in questo lasso di tempo!  Certo, molti di questi avvenimenti, e degli stati d’animo che conseguentemente vivevo, non sono stati scritti in “chiaro”, ma io li riconosco ugualmente nei post pubblicati e… anche questo mi fa tenerezza oggi

Questo tempo e’ stato un po’ lo specchio degli anni dal 2002 in poi, nei quali la mia vita e’ cambiata drasticamente, anno dopo anno, rivoltata come un calzino. Non solo in senso negativo, eh! Ogni evento e’ importante per la vita, al di la’ della positivita’ o, purtroppo, negativita' che reca. Ogni evento e' vita.

A volte mi e’ parso di aver iniziato a vivere solo nel nuovo millennio, anche se so che in fondo non e’ cosi’: la vita precedente e’ stata parimenti importante, solo ha avuto meno eventi di enorme peso da tenere – volente o nolente – a mente.

 

 


Voglio abbracciare chiunque passi di qua e legga queste righe, ma anche tutti coloro – e sono tanti – che ormai non lo fanno piu', anche quelli che magari sono passati una sola volta: non credendo che la virtualita’ sia estranea alla realta’, ognuno di voi, ogni vostro passaggio, e’ stato un pezzo di vita. Della mia vita, quanto della vostra. Ed ha inciso in entrambe, per quanto piccola possa sembrarci adesso ognuna di queste singole incisioni.

 

Un abbraccio di cuore a ognuno di voi!



200000

Scritto da: Wolfghost alle ore 17:57 | permalink | commenti (65) | categoria: vita, blog, ringraziamenti, blogger, affetto, wolfghost, 200.000 visite, 200000 visite Grazie per i vostri (pop-up) commenti (65)
sabato, 09 gennaio 2010
Cogliere l'attimo - Le virtù del guerriero
LE VIRTU’ DEL GUERRIERO
di Paulo Coelho

GuerrieroUn Guerriero della Luce ha bisogno di pazienza e di rapidità al tempo stesso. I due maggiori errori sono: agire anzitempo, o lasciare che l’opportunità si allontani.
Per evitare questo, il Guerriero affronta ogni situazione che si presenta come se fosse unica, e non applica formule, ricette, od opinioni altrui. Solo lui dovrà rispondere delle proprie azioni, ed è consapevole di questa responsabilità.
Il califfo Moauiyat domandò a Omr Ben Al Aas quale fosse il segreto della sua grande abilità politica: «Non ho mai affrontato una questione senza aver prima studiato la ritirata; d’altro canto, non ho mai affrontato qualcosa e immediatamente dopo desiderato di allontanarmene di corsa», fu la risposta.




Commento di Wolfghost: Il "cogliere l'attimo", l'arte di non rimandare, è da sempre uno degli argomenti a me cari e che ho proposto più spesso. Ciò che puntualmente succede è che qualcuno, sentendosi ingiustamente toccare, salta su dicendo che è giusto riflettere e non ci si può muovere prima di essere pronti. Ed è vero che "il momento giusto", "l'attimo da cogliere", non capitano necessariamente ai primi istanti. Certo, possono esserci dei treni che non ripassano e che bisogna assolutamente prendere al volo non appena si presentano. Ma in genere "cogliere l'attimo" non significa buttarsi allo sbaraglio, agire con incoscienza, vuol dire solo rendersi conto che il momento dell'azione è arrivato e che attendere ancora è controproducente, se non fatale, per l'obiettivo che stiamo perseguendo.
In genere si dice che il modo migliore sia valutare pro' e contro, ma ciò non può continuare all'infinito poiché i pro' e contro evidenti non sono difficili da vedere, e gli altri... evidentemente non sono poi così importanti da riuscire a far muovere i piatti della bilancia. Pro' e contro ci saranno sempre, è rarissimo trovare una scelta che non comporti un po' degli uni e un po' degli altri. Quindi è meglio "staccare razionalmente", cercare di non pensarci, e aspettare di "sentire" qual è la decisione migliore. Non c'è nulla di magico in questo: il nostro inconscio elabora tutte le informazioni che abbiamo ad esso fornito, e, quando è pronto, ci restituisce la soluzione sotto forma di intuizione, di forte sensazione.
Poi l'importante sarà muoversi e non ricadere, al ritorno della mente razionale, nel dubbio, bloccandosi nuovamente.
Certo, esiste la paura di sbagliare, del risultato, ma a parte che in genere l'errore più grosso, quello di cui maggiormente dovremmo aver paura, è l'immobilità, dovremmo pensare che nella vita non esiste decisione sicura, e comunque, nella maggior parte dei casi, esiste la possibilità del ritorno o di un nuovo cambio di rotta. Per cui una decisione, perfino sbagliata, è quasi sempre migliore del rimanere nell'indecisione.
Senza contare l'enorme fonte di stress intrinseca nell'indecisione stessa.

C'è un altro punto affrontato da Coelho, anche di questo ho parlato più volte: ascoltare tutti per avere la possibilità di vedere strade che magari non abbiamo scorto da soli, ma... poi decidere in autonomia, con la propria testa.

lupo osservatore

Scritto da: Wolfghost alle ore 22:02 | permalink | commenti (63) | categoria: vita, coelho, azione, paura, dubbio, indecisione, attimo, pazienza, decisione, immobilismo, cogliere lattimo, rimandare, rapidità Grazie per i vostri (pop-up) commenti (63)
martedì, 05 gennaio 2010
Lascialo cadere - l'opportunismo
- LASCIALO CADERE -

vaso porcellanaUn ricco mercante si recò un giorno dal Buddha.
"Dimmi che cosa devo fare per ottenere la liberazione" gli domandò offrendogli un vaso d'argento.
Il Buddha gli rispose: "Lascialo cadere".
L'uomo lasciò cadere a terra il vaso.
Poiché il Buddha si era fatto silenzioso, il visitatore gli ripeté la domanda e, questa volta, gli offrì un piatto d'oro.
"Che cosa devo fare per raggiungere la salvezza?"
"Lascialo cadere" gli rispose l'Illuminato.
Il mercante lasciò cadere a terra il piatto.
Poi, visto che non gli veniva data altra indicazione, si decise a ripetere la richiesta, porgendo il dono più prezioso che aveva: un diamante.
Il Buddha gli rispose: "Lascialo cadere".
Il visitatore pensò di essere stato preso in giro.
Indignato, si alzò di scatto per andarsene.
Fatto qualche passo, si voltò a dare un ultimo sguardo al Buddha.
E questi gli disse: "Lascialo cadere".
All'improvviso il mercante capì.



Commento di Wolfghost: Il mercante capi' che la conoscenza, la liberazione, non possono essere acquistate; esse possono solo essere acquisite attraverso la presa di consapevolezza, che arrivi da parole, intuizioni o esperienze. Il discorso puo' essere pero' esteso ai rapporti con il prossimo, alla salute, alla vita in generale. D'altronde la spiritualita' non dovrebbe essere percepita come qualcosa di separato dalla nostra esistenza, ma piuttosto come sua componente indissolubile.
Fin da piccoli ci viene insegnata una mentalita' mercantilistica: per avere qualcosa dobbiamo dare, per avere affetto dobbiamo essere buoni, per avere rispetto dobbiamo essere generosi; cosi' nel tempo ci facciamo idee quali "nessuno fa niente per niente", se qualcuno ci fa una cortesia significhera' che sta cercando di ottenere qualcosa. Ma potremmo arrivare a pensare che anche un "dono" della vita nasconda qualcosa, che prima o poi la vita stessa ci chiedera' di "pagare", e questa aspettativa potrebbe minarci la gioia e il godimento per il dono ricevuto. Quante persone ho conosciuto che non sapevano accettare i doni altrui o quelli della vita, cosi' convinte che qualunque cosa andasse "guadagnato" con il sudore della propria fronte! E quanti, dall'altra parte (ma poi sono sempre gli stessi, a ben vedere), cercano di ottenere dando a piene mani, spesso per venire accusati di "voler comprare il prossimo". Ammettiamolo: quanti di noi sentono o hanno sentito almeno una volta un senso di irritazione, di ingiustizia, perche' comportandosi amorevolmente o generosamente non ottenevano altrettanto (a parer loro) dalla vita e dal prossimo? Invece di essere felici e soddisfatti per il fatto stesso di fare del bene, si sentono avvelenati per non averne ottenuto indietro almeno altrettanto.
I nostri nonni (e forse genitori, per i meno giovani) appendevano targhe in legno nelle loro case che dicevano "Fai il bene... e poi scordalo"; che volevano dire? Proprio questo: non e' vero bene se ci si aspetta un "ritorno".
E questo vale in tutto: amore, rispetto, fortuna, salute, conoscenza (intesa in senso spirituale). Chi si butta nella spiritualita' per darsi un tono da santone, non cerca davvero la spiritualita', e chi lo incontra non trovera' saggezza nei suoi occhi.
Nel dare stesso e' insita la soddisfazione e la gioia. Che poi, agendo in tale modo, generalmente si ottenga anche, dovremmo considerarlo solo "effetto collaterale", e non obiettivo.


fai il bene
Scritto da: Wolfghost alle ore 21:13 | permalink | commenti (74) | categoria: amore, vita, gioia, consapevolezza, doni, bene, conoscenza, rispetto, aspettative, spiritualita, rapporti, soddisfazione, opportunismo Grazie per i vostri (pop-up) commenti (74)
lunedì, 28 dicembre 2009
Il frutto della stagione nuda - una poesia di piccolarondine
Riecco dopo lungo tempo un pezzo scritto da un altro (un'altra, in verita') blogger: piccolarondine, sul suo omonimo blog piccolarondine



Il frutto della stagione nuda
By:
piccolarondine
Blog:
piccolarondine

Il mio sfiorire lento

è come l'albero

perde le sue foglie

ma scorre linfa dentro.

Anche dai rami spogli

il passero cinguetta.

E' d'Essenza il frutto

della stagione nuda.


Rondine



Commento di Wolfghost: personalmente ho trovato questa poesia di grande impatto Avevo appena commentato un post sul tempo che scorre inesorabile in un post di Azalearossa (azalearossa1958.splinder.com/post/21951928#comment), scrivendo come l'alternativa all'alternarsi delle stagioni della nostra vita, ovvero all'invecchiare perdendo la giovinezza, sia... ben peggiore dell'invecchiamento stesso: la morte prematura. Senza saperlo, come ricordatomi da Azalea, stavo citando Maurice Chevalier: "La vecchiaia non è così male, se considerate l'alternativa."
Recentemente ho avuto a che fare, di nuovo dopo tempo, con persone anziane, intorno ai 90 anni, e... le ho trovate sveglie, simpatiche... letteralmente da pensare "Ci arrivassi io cosi'!" Certo, forse il ricordo dei miei genitori, l'identificazione con essi, ha aggiunto qualcosa in piu', ma... non troppo
Credo che quanto sto scrivendo sia un qualcosa frutto dell'eta', delle esperienze, delle perdite subite, delle paure passate... Della, in buona sostanza, presa di coscienza che non vivremo per sempre. Una presa di coscienza vera, colta col cuore, con l'anima, non razionalmente appresa. C'e' differenza, e molta. Credo che molti tra di voi capiscano... altri invece saranno convinti di capire, ma forse dovra' passare ancora tempo (ed e' bene per loro) prima che tale consapevolezza giunga nel loro cuore.
Credo che, per chi ha la fortuna di viverle tutte, ogni stagione della vita abbia un suo particolare fascino, fatto di caratteristiche diverse e che non possono essere anticipate o posticipate.
Chi e' giovane pensa e fa cose che gli anziani non pensano e non fanno, non nella stessa maniera almeno; ma anche chi e' anziano puo' godersi cose della vita di cui i giovani, presi dalla loro frenetica quotidianita' (e lo e' sempre, se paragonata a quella di una persona anziana), non godono o non sanno ancora godere.
In mezzo, tutte le altre stagioni, tutte le sfumature e i passaggi.
C'e' sempre da imparare da spontaneita' e saggezza, indipendentemente dall'eta' nostra e del nostro interlocutore... se sappiamo e vogliamo ascoltare. C'e' un modo diverso, eppure ugualmente pieno, di guardare alla vita. C'e' o ci puo' essere almeno. Poi esiste il giovane che puo' essere incapace di godere della propria gioventu' e l'anziano troppo preso dal passato per riuscire a riscoprire e apprezzare del suo presente.
Ma questo non cambia la sostanza di "cio' che puo' e dovrebbe essere".
Ecco, io credo che questo e molto di piu', Rondine sia riuscita a dirlo in una poesia di poche righe


Il frutto della stagione nuda

Scritto da: Wolfghost alle ore 18:19 | permalink | commenti (69) | categoria: poesia, vita, tempo, morte, blogger, giovinezza, gioventù, vecchiaia, età Grazie per i vostri (pop-up) commenti (69)
lunedì, 07 dicembre 2009
Nelle mani del destino - Il potere della convinzione - la morte.
- Nelle mani del destino -

Testa o croceUn grande guerriero giapponese che si chiamava Nobunaga decise di attaccare il nemico sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario. Lui sapeva che avrebbe vinto, ma i suoi soldati erano dubbiosi.
Durante la marcia si fermò a fin tempio shintoista e disse ai suoi uomini: "Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino".
Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Uscì e gettò una moneta. Venne testa. I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia senza difficoltà.
"Nessuno può cambiare il destino" disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia.
"No davvero" disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutt'e due le facce.


Non possiamo cambiare certi aspetti del destino, ma, per quanto riguarda le nostre scelte e il nostro impegno, tutto dipende da noi. È vero che i condizionamenti ci sono stati per lo più instillati dagli altri, ma è anche vero che, da un certo punto in avanti, da quando cioé ne diventiamo consapevoli, saremo noi a decidere come affrontarli, se accettarli o liberarcene. In meditazione si fa affidamento sulla propria forza interiore (jiriki). È ad essa che si fa appello per risolvere i problemi.




Commento di Wolfghost: volevo continuare il tema trattato negli ultimi post. Una osservazione che mi viene spesso posta (stavolta da Capehorn), è che non sempre possiamo costruire il nostro futuro come vorremmo che fosse: a volte le circostanze si frappongono - anche pesantemente - tra noi e l'obiettivo, apparentemente portandoci ineluttabilmente a mancarlo.

Nella storia raccontata, l'esercito di Nobunaga avrebbe anche potuto perdere la battaglia ma certamente, grazie al potere della convinzione nelle proprie possibilità che Nobunaga - in questo caso grazie ad un artificio che ricorda la famosa favola del sasso magico che ci raccontavano da bambini - diede loro, esso attinse al massimo della propria forza e con ciò si diede il massimo delle probabilità di riuscire a vincere. E
non è cosa da poco, pur se la certezza non è di questo mondo (su questo argomento tra l'altro scrissi anche uno dei primi post su Splinder, eccolo qua: Il potere della convinzione).

Di più: anche se avessero perso, la qualità della risposta alla sconfitta avrebbe determinato l'esito delle sorti dell'intera guerra o, almeno, l'attitudine mentale ad accettare la sconfitta serenamente, anziché macerarsi sull'esito della stessa, cosa che avrebbe avuto ripercussioni sulla loro vita futura, immediata o lontana che fosse.

Qual è la differenza tra una squadra che vince un campionato ed una che arriva seconda? Spesso non risiede nel fatto di non perdere mai, cosa che capita molto raramente, ma piuttosto in quello di recuperare fiducia il prima possibile dopo la sconfitta stessa. La squadra che riesce, torna presto al successo; quella che non lo fa, ci mette più tempo e il divario di punti potrebbe divenire incolmabile.

Ma prendiamo l'esempio più estremo: la vicinanza della morte. Apparentemente tutto è perso, non c'è più futuro, salvo quello più immediato. Eppure la qualità degli ultimi tempi è molto importante: ho visto persone spegnersi serenamente, altre essere tormentate dall'angoscia, e non vi nascondo che l'impatto su di me è stato profondo in entrambi i casi. Ricordo il resoconto di psicologi che aiutano persone ormai in fase terminale ad affrontare quello che chiamiamo "ultimo viaggio". Essi dicevano che alcune di queste persone riuscivano a trovare una serenità tale da... imparare perfino in quell'ultimo periodo della loro vita e insegnarlo - di conseguenza - a chi era loro vicino.
So che potrebbe apparire una magra consolazione, ma ricordiamoci che la morte è l'unica cosa (assieme alla nascita, altrimenti non saremmo qua a discuterne) che prima o poi tocca tutti e della quale presto o tardi dovremo prendere coscienza e non potremo più fingere che non ci riguardi.
Le grandi religioni del mondo, ma anche ogni corrente spirituale che si rispetti, hanno tradizioni e studi che accompagnano la persona che sta morendo all'atto finale. Certo, molte lo fanno, almeno in apparenza, con la promessa di ottenere in questo modo il passaggio verso una dimensione più elevata, ma in ogni caso la serenità con la quale chi si affida ad esse affronta la morte è qualcosa di assolutamente impagabile, e oserei dire, una delle lezioni più importanti d
ella vita stessa. Forse perfino la più importante, altro che "magra consolazione". Quello che fanno quegli psicologi è una sorta di "spiritualità agnostica", o perfino atea, non importa, perché il loro aiuto è indipendente dall'esistenza dell'aldilà.

Ecco perché sono sempre più convinto che la nostra risposta agli eventi che il caso pone lungo il nostro cammino, fa sempre la differenza, perfino quando tutto sembra perso.


mano luce
Scritto da: Wolfghost alle ore 02:02 | permalink | commenti (64) | categoria: vita, religione, pensiero, futuro, convinzione, religioni, angoscia, morte, caso, destino, spiritualità, serenità, sconfitta Grazie per i vostri (pop-up) commenti (64)
giovedì, 03 dicembre 2009
Decisionismo - di Ralph Marston
Non è mai successo che riportassi per due post di seguito uno scritto di uno stesso autore, ma diversi scambi nei commenti al post precedente ne hanno "reclamato" l'anticipazione così da chiudere il cerchio

Io aggiungo solo che, anche se è giustissimo prendersi il tempo di valutare pro' e contro, poi una decisione e un'azione conseguente vanno prese, pena l'inerzia e l'immobilismo. E come ormai ho ben imparato, facendo mie le parole che una blogger lasciò sul mio blog tanto tempo fa, l'immobilismo diventa colpevolezza.
Coelho, in un altro scritto, sostiene che chi per paura di sbagliare temporeggia troppo, finisce poi per compiere quasi sempre una scelta sbagliata. E se consideriamo anche il non-scegliere come una scelta, sono completamente d'accordo.

Meglio decidere e correre il rischio di sbagliare, che non farlo e rimanere per sempre nelle sabbie mobili di una vita piatta ed infelice, la classica "vita di quieta disperazione".

Ed ora le parole del buon Marston




DECISIONISMO
Se tu potessi rivivere la tua vita sarebbe facile evitare gli errori. Potresti semplicemente guardare indietro ai tuoi errori, vederli avanzare in modo chiaro e indubitabile e muoverti in un'altra direzione.
Nel mondo reale, dove il tempo si muove solo in avanti, evitare gli errori non e' invece cosi' facile da fare. Perche' il solo modo di evitare completamente gli errori e' di evitare completamente di entrare in azione.
Ma quello, naturalmente, sarebbe il piu' grave errore di tutti. Perche' sebbene tu riusciresti cosi' a non compiere mai degli errori, non riusciresti parimenti ad avanzare, e non riusciresti cosi' a fare nulla.
Per poter riuscire a compiere qualcosa, devi accettare il fatto che stai per commettere alcuni errori. Naturalmente non partiresti mai con l'idea intenzionale di commetterne ed e' saggio prendere tutte le misure possibili per evitare di compierne.
Abbi quindi il coraggio di guardare avanti e di procedere, di prendere decisioni definitive, di compiere azioni specifiche, anche se qualcuna di queste si rivelera' poi un errore. Quando gli errori arriveranno, lo stesso decisionismo ti consentira' di lasciarteli rapidamente alle spalle.
Ralph Marston

salto gatto

Scritto da: Wolfghost alle ore 00:50 | permalink | commenti (78) | categoria: vita, azione, paura, indecisione, scelte, errori, inerzia, immobilismo, decidere, decisionismo, ralph marston Grazie per i vostri (pop-up) commenti (78)
mercoledì, 04 novembre 2009
Cavalcare le sfide - tratto da un saggio di Ralph Marston
Ho già pubblicato in passato scritti di Ralph Marston, generalmente tradotti e adattati dall'amico Rodolfo di Maggio (che adesso non sento da parecchio in verità). Stasera vi voglio proporre questo, a me piace molto, trovo che possa essere applicato ad ogni campo della vita...

Ah! Quello in foto è il mio Julius!




Julius finestra
CAVALCARE LE SFIDE
(adattato da un saggio di Ralph Marston)


La vita spesso ti presenta delle sfide difficili e, nel farlo, ti pone di fronte a delle scelte. Puoi scegliere di accettare le sfide, per difficili e complesse che possano essere, o puoi scegliere di evitarle, allontanandotene.
Se ti allontani dalle sfide, cerchi di nasconderti da loro, o se le ignori, queste non fanno che crescere in difficolta' e complessita'. Se davvero stai cercando la strada piu' facile per uscirne, la cosa piu' semplice da fare e' di affrontare le sfide il piu' presto possibile.
Sebbene il coraggio all'inizio sembri la scelta piu' difficile e impegnativa, a lungo termine e' la scelta piu' facile da seguire. Avere il coraggio di guardare con onesta' alle sfide e di affrontarle ora, quando sono ancora gestibili, ti risparmiera' dall'esserne sopraffatto nel futuro. Fare cio' che e' necessario fare quando serve che sia fatto puo' certamente essere compito difficile e sgradevole. Mancare di farlo, comunque, sara' mille volte peggio. Quando fronteggi le sfide subito, le puoi affrontare sul tuo terreno di gioco, alle condizioni da te scelte. Se le postponi a piu' tardi, ogni giorno di ritardo limitera' le tue opzioni ed indebolira' la tua posizione.
Il coraggio di prendere ora l'iniziativa non e' in realta' che niente piu' del buonsenso ordinario, illuminato da una prospettiva straordinaria. Elevati sopra il momento attuale, guarda la situazione a lungo termine, e troverai il coraggio di affrontare le sfide piu' impegnative.



Il procrastinare è una delle malattie
più comuni e più mortali
e il suo effetto nefasto sul successo
e sulla felicità è molto grande.

(Wayne W.Dyer)

Un giorno la paura bussò alla porta,
il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.

(King Martin Luther)


Julius tiragraffi
Scritto da: Wolfghost alle ore 00:01 | permalink | commenti (85) | categoria: vita, paura, coraggio, sfida, procrastinare, julius, ralph marston Grazie per i vostri (pop-up) commenti (85)
sabato, 05 settembre 2009
S.O.S ANIMALI: PULCINI MASCHI TRITURATI VIVI!!!!!!!!!!!!!

 (dal blog dell'amica mylandscape: mylandscape.splinder.com/)

Cari amici di Landscape, purtroppo è con questa bruttissima notizia vista ieri sul TG1 che devo aprire il mio blog al ritorno delle vacanze, e dirvi che mentre vedevo quel servizio piangevo è dir poco! Inanzitutto, mi domando come può un telegiornale dare notizie di questo genere con una nonchalance unica. Mi dispiace ma il contesto non mi è piaciuto affatto. Come se la triturazione dei pucini maschi vivi fosse una cosa che può ricadere nella normalità: 1) Prima si fa vedere un video sconcertante (solo alcune parti per fortuna), dove queste povere piccole bestie passavano da mani anonime e assassine in un tritatutto come se fossero dei rifiuti da riciclare. 2) Poi è intervenuta una tizia del wwf che con un tono secco e normalizzante dava qualche consiglio al consumatore.

E NO!!!!!!!!!!!! ATTENZIONE! FINIAMOLA DI FAR PASSARE LE TORTURE DEGLI ANIMALI COME QUALCOSA ORMAI ACQUISITA. PER FAVORE PAPA BENEDETTO XVI INTERVENGA: NON SE NE PUO' PIU' ANCHE I PULCINI MASCHI SONO ESSERI VIVENTI COME NOI UOMINI E NON ESSERI VIVENTI DI SERIE B.

Cari amici di Landscape, se passate di qui, per favore sappiate che dobbiamo fare tutti la nostra parte. Avete un blog? riprendete questa notizia e scrivete tutto quello che vi suscita: sgomento, orrore, indignazione. Se vi dicessi diventiamo tutti vegetariani, di punto in bianco, forse non tutti mi seguireste, ma mettiamoci tutti sulla strada giusta:

 - Soprattutto se avete più di quarant'anni, ricordate che l'alimentazione può essere semplice. Non c'è bisogno di mangiare tutti i giorni carne.

 - Non comprate la carne al supermercato! Non comprate i prodotti industriali a base di carne. - Avete delle fattorie vicino casa? Posti dove è possibile comprare prodotti direttamente da coloro che hanno le galline, i polli, i tacchini per conto proprio? E allora è lì che dovete andare.

- Se proprio volete comprare le uova al supermercato, comprate quelle dove è scritto: da galline allevate a terra

ORMAI E' CHIARO A TUTTI: L'INDUSTRIA PASSA COME UN RULLO COMPRESSORE SULLA VITA DI TUTTI (UMANI INCLUSI).

NOI SIAMO I CONSUMATORI E NOI POSSIAMO FERMARLA


A MORTE TUTTI QUELLI CHE LAVORANO NELLO STABILIMENTO HY-LINE INTERNATIONAL A SPENCER IN IOWA COLPEVOLE DI TRITURARE VIVI 150 MILA PULCINI MASCHI OGNI GIORNO

LUNGA VITA A TUTTI
I PULCINI MASCHI DEL MONDO!!!

pulcini
L'ORRIBILE NOTIZIA QUI

Wolfghost: Purtroppo ancora una volta devo interrompere la scaletta dei post che avevo in mente per un'altra notizia di "efferatezza legale" contro gli animali.

Vedete... Lands è una persona serissima ed equilibrata, ma non ci deve stupire di leggere dichiarazioni come "A MORTE TUTTI QUELLI CHE LAVORANO NELLO STABILIMENTO HY-LINE INTERNATIONAL": sono certo che nemmeno lei lo pensa, e tuttavia è uno sfogo verbale comprensibile.

Ancora una volta una parte dell'umanità dimostra di non credere nella vita ma solo in sé stessa, nei propri comodi, nel proprio lucro, con l'arroganza e la strafottenza di chi crede di potere tutto, di chi si arroga il diritto di decidere per la sorte di milioni di esseri viventi... e lo fa in maniera degna del peggiore film horror. E non stiamo parlando della Cina o della Corea, stiamo parlando del paese che vorrebbe ergersi a modello di umanità nei confronti del mondo. 

E in quanto all'appello al Papa... bé, questo è quanto ho risposto: "Mi dispiace dire che non credo proprio che Benedetto XVI pensi anche solo minimamente a intervenire. Umani da salvaguardare, animali... fatene quel che volete, sembra essere la parola d'ordine della chiesa che troppo spesso finge di dimenticare gli esempi dati dai suoi stessi santi (come San Francesco D'Assisi).
Come stupirsi poi se tra tanti animalisti "civili" ne compare anche qualcuno che predica lo sterminio della razza umana?
Satana in persona non si prenderebbe la briga di triturare dei pulcini appena nati.
Davvero indegno di una specie che si fregia del titolo di 'specie eletta'."

In passato, pur essendo stato io stesso vegetariano stretto a lungo (adesso sono ancora vegetariano, ma mi capita di mangiare derivati da latte e uova), non capivo perché tale posizione si legasse alla protezione degli animali, la mia era una scelta salutistica. Purtroppo poi ho capito: lo sfruttamento degli animali da "allevamento" è davvero cosa indegna. E questo ne è purtroppo un terribile esempio. Come scrive Lands stessa in un suo commento al suo post originale: "sai perchè lo fanno? Hai presente la produzione industriale? Come quando mandano al macero migliaia di agrumi perchè il mercato non li assorbe in nome dei profitti? Così per queste piccole creaturine! Non servono, non sanno che farsene, non portano guadagni. E così li selezionano: pulcini femmine si, diventeranno galline, faranno le uova; pulcini maschi? sono troppi, trituriamoli. Bastardi! L'industria che passa come un rullo compressore su tutto!"

Allora... non dico di diventare tutti vegani (molti di noi tra l'altro hanno anche animali che sono carnivori e che non hanno tale scelta), ma almeno cerchiamo di seguire per quanto possibile i consigli di base che sono espressi nel post di Lands.

Scritto da: Wolfghost alle ore 01:03 | permalink | commenti (47) | categoria: vita, animali, appello, umanità, arroganza, vegan, vegetariani, animalisti, pulcini, crudeltà Grazie per i vostri (pop-up) commenti (47)
venerdì, 07 agosto 2009
Un'intervista per te! Non te l'aspettavi, eh!? :)


Agosto! Blog che vanno in ferie, qualcuno che ne approfitta per salutare e dire addio Visite che crollano (mie comprese! eheheh ), ma... Agosto è così! Com'è che si dice? "Agosto, blog mio non ti conosco!"
Comunque, siccome qualcuno c'è anche in questo periodo, cerco di proporre qualcosa che - lanciato da Anneheche/CarisW - pare interessare molto: l'intervista!
Le domande che troverete sono le più generali possibili, dovendo non rivolgersi ad una persona in particolare ma un po' a tutti e sono fatte soprattutto per... far parlare voi! Possibilmente dopo aver riflettuto
Potete rispondere qua, nei commenti, oppure farlo nei vostri blog, semplicemente inserendo come commento il link al vostro post.
Buon divertimento!




1) Si dice che solo i grandi eventi siano in grado di cambiare la vita; qual è stato l'evento che più ti ha portato ad essere come sei ora?

2) Hai mai riflettuto seriamente sull'aldilà? Credi che esista vita dopo la morte? Perché? E' solo perché ti è stato insegnato così al catechismo, ci hai riflettuto veramente o è accaduto qualcosa che a questa conclusione ti ha portato?

3) Tutti siamo capaci di lamentarci della nostra vita, ma in pochi sappiamo davvero cosa vogliamo e dove vogliamo arrivare. Tu sai davvero cosa vuoi o sai solo cosa NON vuoi?

4) Personalmente sono sempre più portato a pensare che il segreto della vita sia semplicemente... vivere; credi che la vita abbia qualche diverso e più "alto" significato?

5) Hai buoni ricordi del passato?

6) Hai paura del futuro?

7) Perché Internet e/o i blog? Cosa cerchi davvero in questo mondo virtuale?

8) Capisco l'immagine di una donnina discinta messa da una donna su un blog maschile... ma la stessa messa su un blog femminile... la gente si chiede: "perché?"
Non sarebbe allora più logica un'immagine maschile? E' anche questa una forma di "pubblicità", forse?


9) Vai a dare un'occhiata qua:
Sei più "Miciona-Sissi" o "Piccola-Peste-Julius"?

10) Ti è piaciuta l'intervista?
Scritto da: Wolfghost alle ore 00:47 | permalink | commenti (99) | categoria: vita, blog, internet, intervista, blogger, aldilà Grazie per i vostri (pop-up) commenti (99)
mercoledì, 15 luglio 2009
L'ottimo è nemico del bene
Ricordate che qualche post fa' (Massime storiche: guidare con il freno tirato) vi parlai di un mio vecchio capo che tutti odiavano almeno un pochetto ma che aveva uscite e citazioni geniali? Ecco, questa era un'altra delle sue preferite e... obiettivamente l'ho fatto parecchio mia io stesso
Che vuol dire?
Bé... poniamo che "mettiate in cantiere un lavoro", non necessariamente di ufficio, eh, "lavoro" è per modo di dire: potrebbero anche essere le pulizie di casa, un progetto di viaggio, come trascorrere il prossimo weekend, prepararsi per un esame, perfino la scelta di un nuovo impiego o di un partner, o ancora... bé, un sacco di altre cose!
Iniziate a ponderare in quale modo partire, raccogliete informazioni, studiate le strade migliori per affrontarlo, la via più pratica e più veloce, e raccogliete, raccogliete, pensate, pensate... o forse lo portate effettivamente avanti ma, poiché non vi soddisfa mai, cercate in continuazione di migliorarlo, ha sempre qualcosa che non va, c'è sempre "quel particolare che...", "quella sbavatura che potrebbe...". Insomma, volete l'ottimo.
Così, alla data della scadenza ancora vi affannate e preoccupate perché niente è pronto, o almeno così vi sembra! Oppure arrivate a fine giornata che... non avete concluso nulla. Succede anche a voi, almeno qualche volta?
Ecco... in qualunque di questi casi quel mio vecchio capo vi guarderebbe e vi direbbe "X, ricordati che l'ottimo è nemico del bene!". Ovvero, se aspettate di arrivare alla perfezione, in voi stessi, nel vostro lavoro, o negli altri, se siete decisi a non muovervi fino a quando non sarete certi di avere successo al 100%... bé, siete probabilmente prossimi a distruggere qualcosa che quasi certamente avrebbe funzionato... bene

mmm... adesso che ci penso... non c'era un vecchio adagio popolare che diceva "Chi troppo vuole, nulla stringe?"


minitowers - Byan Berg
Scritto da: Wolfghost alle ore 01:15 | permalink | commenti (70) | categoria: vita, lavoro, ossessione, perfezione, esagerazione, incontentabilità Grazie per i vostri (pop-up) commenti (70)